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BIM, la normativa UNI italiana: sviluppo e scenari futuri

La rivoluzione BIM (Building Information Modeling) ha visto degli importanti sviluppi nell’anno che sta per concludersi in particolare grazie alla firma del decreto BIM da parte del Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano Delrio.

La progettazione BIM sta progressivamente e sistematicamente prendendo piede anche in Italia con notevoli sviluppi per quanto riguarda normativa tecnica e legislazione, più volte ripresa, modificata e aggiornata negli ultimi 4 anni.
Molti dei più lungimiranti paesi della Comunità Europea hanno già da tempo sviluppato e introdotto policy sulla digitalizzazione del settore progettuale edile.

In primis Regno Unito, Finlandia, Germania, Danimarca e Norvegia. Sei nazioni in cui il BIM si presenta come uno standard consolidato, concreto e una metodologia di successo; basti pensare al risparmio dei costi avuto in Gran Bretagna grazie all’adozione del BIM del 33%* (fonte http://www.edilportale.com)
Il panorama normativo sul BIM evolve e progredisce, grazie anche alle spinte fornite negli ultimi due anni dal Governo per l’adozione del BIM nel settore delle opere pubbliche. Un processo di riforma sistemico che interessa tutta la filiera del settore, dai progettisti alle imprese, dalle stazioni appaltanti agli enti di formazione e le università.

 

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Nel 2014 la direttiva europea 2014/24/EU (European Union Public Procurement Directive) con cui l’Unione Europea richiedeva a tutti gli stati membri l’adozione della metodologia BIM negli appalti pubblici a partire dal 2016.

La normativa UNI 11337: la normativa di riferimento per i professionisti BIM

Architetti, progettisti, ingegneri e costruttori, stanno assistendo ad un cambiamento epocale in Italia segnato dalla emanazione di specifiche norme di tipo tecnico sul BIM per come progettare e gestire le fasi di costruzione di un’opera.
Questo processo ha visto come tappe fondamentali l’introduzione del Nuovo Codice Appalti, l’emanazione della Norma UNI 1137, la prima vera norma tecnica italiana sul BIM, e la firma del decreto BIM da parte del Ministro per i Trasporti e le Infrastrutture di questo dicembre.

Sono state pubblicate dall’ UNI (ente italiano di unificazione) le parti fondanti la normativa nazionale sul BIM (parti 1, 4 e 5) inerente alla gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni.

La norma è composta di più parti (otto in tutto quelle previste):

La normativa UNI 11337-1 in particolare afferisce a:
• Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi
• Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati ed oggetti
• Flussi informativi nei processi digitalizzati
Interessando:
• La struttura dei veicoli informativi
• La struttura informativa del processo
• La struttura informativa del prodotto

La norma UNI 11337 sul BIM segna il primo concreto passo verso quel processo di digitalizzazione per il compartimento edile e delle costruzioni in Italia che porterà ad un netto miglioramento della qualità progettuale di gestione, progettazione e costruzione dell’opera. La norma è applicabile a qualsiasi tipo di prodotto (edificio, infrastruttura, intervento territoriale) e processo (ideazione, produzione, per la conservazione, la riqualificazione dell’esistente, progettazione ex novo)

La UNI 11337-4 si interessa degli aspetti qualitativi e quantitativi della gestione digitalizzata del processo, con lo scopo di definire gli obiettivi di ciascuna delle fasi di un processo introdotte nella UNI 11337-1
Con essa si introduce inoltre una “lettura italiana” dei famosi LOD acronimo di (Level of Development) ovvero in italiano, “Livello di sviluppo degli oggetti digitali-2 i modelli, gli oggetti e gli elaborati divengono così strumenti al raggiungimento degli obiettivi delle fasi
La Norma UNI 11337-4 definisce lo stato di lavorazione e di approvazione del contenuto informativo.

Relativamente allo stato di lavorazione vengono definiti 4 livelli:
• L0-in fase di elaborazione/aggiornamento
• L1-in fase di condivisione
• L2-in fase di pubblicazione
• L3-in fase di archiviazione
• L3. V- archiviato ma ancora valido
• L3. S- archiviato ma superato
Per lo sviluppo:
• A0-da approvare
• A1-approvato
• A2- approvato con commento
• A3- non approvato

La UNI 11337-5 e la gestione dei flussi informativi nei processi digitalizzati
La normativa è dedicata alla definizione dei ruoli e dei requisiti del processo di digitalizzazione introducendo in Italia una nuova terminologia che mira al parallelismo terminologico con le PAS inglesi:
Si introducono il coordinatore delle informazioni, il gestore delle informazioni e il modellatore delle informazioni, il cui corrispettivo internazionale sono rispettivamente il BIM Coordinator, il BIM Manager e il BIM Specialist.
E ancora, viene definito ed introdotto il capitolato informativo (CI), l’offerta per la gestione informativa (oGI), il piano per la gestione informativa (pGI), l’analisi delle incoerenze e delle interferenze geometriche, l’ambiente di condivisione dati e l’archivio e condivisione di documenti.
La UNI11337-6 definisce il capitolato informativo, documento già introdotto nella norma Uni11337-5, ovvero il documento contrattuale tra committente e l’affidatario.
La struttura del capitolato informativo è organizzata in 4 parti:
• Premesse
• Riferimenti normativi
• Sezione tecnica
• Sezione gestionale

Mandati governativi, obblighi normativi costituiscono ad oggi, i principali protagonisti del dibattito sul Building Information Modeling nel nostro paese.
Il Nuovo Codice degli appalti, che recependo la Direttiva 2014/24/CE (European Union Public Procurement Directive) ed uscito a luglio 2016, sui lavori pubblici in edilizia ha introdotto l’obbligatorietà di specifiche metodologie e strumenti per la progettazione e la modellazione edilizia e per le infrastrutture, fissando le modalità e i tempi di introduzione del BIM per le amministrazioni e le imprese.

BIM obbligatorio dal 2019 per gli Appalti Pubblici.

Il principale provvedimento è però stato emanato recentemente, ovvero il primo dicembre 2017 con ila firma da parte del Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Graziano Delrio, del Decreto BIM; questo definisce le modalità e le tempistiche di introduzione del BIM come metodologia obbligatoria in Italia a partire dal 2019.
Anche l’Italia, dunque, con l’introduzione di questa normativa si sta impegnando nell’introduzione del BIM nel settore edile e a muoversi con interesse verso la direzione già intrapresa da molti altri paesi.

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Cos’è BIM: né un software, né un programma, ma una metodologia

Che cos’è il BIM, si tratta di un software? quali sono i migliori programmi per il BIM? Parliamo oggi del Building Information Modeling

L’acronimo di BIM è Building Information Modeling: ovvero, modello di un edificio con informazioni di progetto. Il BIM è dunque una metodologia che semmai comprende più software adatti alla progettazione ed anche alla costruzione, utilizzati per le sue varie fasi di sviluppo.

Tutto ciò che concerne il settore edile e delle costruzioni viene pertanto, proprio per mezzo del BIM, raccolto e combinato in maniera digitale.
Il BIM non è un software, ma una metodologia, complessa e innovativa, essenziale per il settore edile, architettonico ed infrastrutturale prevalentemente pubblico, perché di interesse strategico per i governi ma anche per i privati e per tutti quei progetti di grandi dimensioni. Il BIM è inoltre un metodo integrato di progettazione la cui unicità risiede nella capacità di poter raccogliere, unificare e combinare tutti i dati che riguardano la pianificazione della progettazione di un edificio. Il campo di impiego del BIM interessa sia l’ex novo per quello che riguarda tempi e modalità di esecuzione sia la vita futura dell’edificio stesso attraverso la gestione e il facility management.
Quando parliamo di BIM, parliamo di un settore altamente innovativo che investirà la capacità di gestione da parte delle stazioni appaltanti e  delle società di progettazione e delle ditte aggiudicatarie che effettueranno l’esecuzione dell’opera.

In sostanza, il BIM non serve solo per la pianificazione della costruzione di un edificio, ma è anche un metodo essenziale per il controllo, la verifica e la riduzione degli errori in fase di esecuzione per un ferreo metodo di controllo preventivo del modello.

Storia di BIM: come è nato e quali sono stati i primi impieghi di questa metodologia progettuale.

Possiamo dare una data di sviluppo importante del BIM, che coincide con il 1987, anno nel quale ebbe luogo il primo vero “esperimento” di BIM, tramite l’utilizzo con una costruzione virtuale che venne ideata con l’ausilio di ArchiCAD.
Da quel momento, il BIM iniziò ad avere uno sviluppo sempre più marcato, anche si verificarono non poche discussioni e dubbi circa il termine utilizzato per la sua denominazione.

 

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Oggi il BIM viene definito come un processo integrato di condivisione delle informazioni ottenute e non solo, quindi, come un metodo basato sulle informazioni: vi è una sorta di multi disciplinarietà di questa metodologia, ed è quindi pur vero che il suo uso è oggi fondamentale nel settore delle costruzioni.
Nel corso degli anni, poi, esso si è sempre evoluto in una metodologia indispensabile per opere di grosse dimensioni in cui può verificarsi una dispersione di dati ed attraverso il quale è possibile non solo pianificare e gestire, ma anche sviluppare i modelli virtuali prodotti con altri software.

A cosa serve BIM

Un progetto può essere totalmente realizzato anche con l’ausilio di questa metodologia che, come specificato, rende possibile l’unione delle “forze” di un elevato numero di categorie professionali tecniche nel settore edile.
Chiave dell’efficienza della progettazione in BIM è quindi quello di essere una sorta di piattaforma multidisciplinare in cui può avvenire, con una certa facilità e agevolezza il concorso operativo di progettisti che lavorano all’interno di un progetto per costruire un modello.
Il BIM ha comunque degli usi e delle funzionalità interessanti, sia che si occupi, come detto, del settore delle costruzioni, sia che faccia invece riferimento al settore del facility management.
Nel dettaglio, quindi:
• All’interno del settore del facility management esso può essere molto utile per la gestione, la pianificazione ed il controllo degli aspetti e delle risorse legate all’aspetto manutentivo di un edificio
• All’interno del settore edile, il BIM è molto importante perché permette un corretto sviluppo ed una adeguata gestione, senza errori, del progetto multidisciplinare a cui possono quindi partecipare in maniera più agevole tutte le parti coinvolte nel progetto. La multidisciplinarità ripetiamo, è quindi un fattore caratterizzante del BIM: grazie ad esso è possibile la condivisione e il continuo controllo di processo tra i vari soggetti coinvolti dalla committenza alla ditta esecutrice.

 

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All’interno di un progetto BIM, quindi, vi possono essere tutti i dati che riguardano la progettazione di un edificio. Il BIM è un processo, una metodologia inerente alla rappresentazione digitale di un’opera e caratterizzato dall’ interoperabilità e la condivisione dei dati riguardanti l’intero ciclo di vita di un edificio: dati geo spaziali, dati meccanici, elettrici, finanziari, e legali, specifiche dei materiali, la valutazione energetica ed ambientale, restituendo vari tipi di dati, dai disegni in 2D a testi ad elementi di tempo (4D) e di costo(5D)
Attori del progetto: chi può usare BIM

Nel settore delle costruzioni, il BIM può essere utilizzato da chiunque faccia parte a titolo e coinvolto nel processo produttivo.
Infatti, il BIM può essere usato in maniera utile da parte degli attori del progetto, ovvero nello specifico tutti coloro che possono partecipare al progetto, come ad esempio:

• Laureati in Architettura;
• Laureati in Ingegneria;
• Geometri;
• Imprenditori e costruttori;
• Committenti del progetto.

Conoscenze e competenze: chi può usare il BIM e come si ottengono le conoscenze specifiche

Ovviamente, il metodo BIM coinvolge come già detto più discipline, e va utilizzato in modo da ottenere il massimo delle informazioni combinate e raccolte per quel che riguarda l’intero ciclo di vita di un’opera.
Per comprendere la metodologia BIM non si può improvvisare, la competenza in questa disciplina nasce da una solida formazione di Base completata da una specializzazione in un particolare settore come quello delle infrastrutture o dell’impiantistica o delle Certificazioni BIM.
Una giusta formazione permette, in maniera efficace, di ottimizzare al massimo il progetto e di non commettere errori: ottenere una certificazione, inoltre, è anche necessario ed importante per ottenere una certa qualifica professionale e poter lavorare con uno strumento certificato ed efficace.

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BIM: obbligatorio dal 2019 negli appalti pubblici

Il 1° dicembre il Ministro Graziano del Rio ha firmato il cosiddetto “decreto BIM”, che sancisce l’obbligatorietà dell’utilizzo di questo metodo, basato sull’applicazione di strumenti elettronici specifici per l’edilizia e le infrastrutture nelle stazioni appaltanti, per ottimizzare le attività di progettazione in funzione di un miglioramento della qualità dei progetti. In questo testo, il BIM viene definito come il metodo di gestione e di regolamentazione per gli appalti pubblici e diventerà obbligatorio, appunto, dal 1 Gennaio 2019.

 

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Il decreto BIM: il processo di definizione

Il decreto è giunto alla sua fase decisiva dopo un attento lavoro avviato da una Commissione istituita ad hoc dal Ministro e composta da rappresentanti di vari soggetti, ovvero: del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Anac, Agid, delle Università degli Studi di Brescia, Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, del Politecnico di Milano e della Rete delle Professioni Tecniche.

 

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Dopo aver elaborato una prima bozza del provvedimento, è giunta la consultazione pubblica a luglio, i cui contributi sono stati inseriti nella stesura finale del testo. Per il momento il BIM sarà obbligatorio per i lavori di entità importante, ovvero di importi superiori ai 100 milioni di euro (pare che nel 2016 ci siano stati solo 26 bandi – secondo i dati del Cresme – quindi per il momento questo decreto riguarderà poche casistiche), per poi estendersi a tutti i lavori pubblici entro il 2025.

 

 

 Gli adempimenti delle stazioni appaltanti

All’interno del decreto vengono disciplinati anche gli adempimenti preliminari delle stazioni appaltanti, che dovranno adottare:

● un piano di formazione del proprio personale in relazione al ruolo ricoperto (l’uso del BIM e possibile solo da parte delle stazioni appaltanti dotate di personale adeguatamente formato)

● un piano di potenziamento di hardware e software di gestione dei processi decisionali e informativi

● un atto organizzativo che contenga esplicitamente un riferimento al processo di controllo e gestione

Una Commissione di monitoraggio dovrà controllare gli esiti e le eventuali difficoltà incontrate dalle stazioni appaltanti nell’applicazione del decreto, in modo da individuare misure correttive e aggiornare i dati e le procedure previste.

 

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La progettazione in BIM protagonista dell’Ordine degli Ingegneri di Roma

Si è svolto lunedì 27 novembre a Roma la seconda edizione dell’evento “progettare in BIM” presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, via Aurelia 208. L’evento dedicato al BIM e all’edilizia 4.0 è stato organizzato dalla A-Sapiens in collaborazione con ICMQ e l’Ordine degli ingegneri di Roma.

Un seminario tecnico che ha voluto approfondire le tematiche già affrontate durante la prima edizione, con un’attenzione particolare alla tematica della gestione di un progetto BIM in ambito interdisciplinare, ingegneristico, architettonico e sulla certificazione delle Competenze BIM, tema sempre più importante dopo la firma del decreto BIM del Ministro Graziano del Rio di pochi giorni fa.
Cinque interventi, cinque punti di vista del settore BIM, cinque professionisti si sono confrontati sulla tematica della digitalizzazione del settore edile e delle costruzioni.

L’incontro caratterizzato da un approccio poco nozionistico e molto orientato alla pratica ha visto l’analisi di case studies da parte dell’architetto Luca Talucci, BIM Training Expert presso la A-Sapiens:
“dalla base cartografica alla cantierizzazione finale”; fondamentale risulta il ciclo integrato tramite AutoCAD Civil 3D e Naviswork, come ha dimostrato l’esempio di inserimento urbanistico portato dal Talucci.

Matteo Novembri, ingegnere strutturista, ha invece illustrato il calcolo strutturale con Autodesk Revit evidenziando la versatilità dell’analisi strutturale con il più noto strumento di progettazione BIM.

Anche in questa edizione non è mancato l’approfondimento con Daniele Torsello, responsabile commerciale ICMQ, sul mondo delle certificazioni ufficiali BIM.


Dopo una panoramica esaustiva sullo stato dell’arte della Normativa in Italia, a divenire protagoniste del dibattito con la platea sono state le nuove Certificazioni BIM: BIM Manager, Coordinator e Specialist.
Cosa sono le nuove certificazioni dei professionisti che operano in BIM? Quale corso scegliere per Certificarsi? Sono solo alcune delle domande che hanno trovato risposta nella parte conclusiva del dibattito.


Ha concluso Torsello:i professionisti del BIM sono certificati con una metodologia di verifica che attesta in modo corretto le attività e le competenze possedute con la metodologia BIM da parte del professionista. E l’evidenza di questa competenza può costituire un elemento di distinzione e di eccellenza sul mercato del lavoro”.

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Cos’è Sketchup: applicazione grafica 3D ma anche molto altro

Sketchup: un’introduzione

Sketchup rappresenta, ad oggi, un’applicazione molto importante nel settore grafico e delle costruzioni, in grado sostanzialmente di indirizzare verso la corretta e adeguata modellazione tridimensionale: ideata e prodotta inizialmente dall’azienda @Last, è adatta sia per l’uso su Windows sia per il Mac. Il suo principale obiettivo consiste nel rendere possibile la progettazione architettonica ed urbanistica nelle modalità più indicate del settore. Adatta in genere all’utilizzo da parte dei professionisti nel settore delle costruzioni, come ad esempio architetti e ingegneri civili, in qualche caso essa è anche correlata alla possibilità di ideazione e sviluppo videogiochi.

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Nasceva da @Last – che veniva fondata nel 1999 ad opera di Brad Schell e Joe Esch – il software che oggi è noto, nel mondo professionale di architetti, ingegneri e professionisti del settore costruttivo e non solo – sappiamo, infatti, che si tratta di un’applicazione adatta anche allo sviluppo dei videogiochi – con il nome di Schetchup. Si tratta di un software che rende possibile l’ideazione e la promozione della modellazione grafica di tipo tridimensionale, e per questo motivo esso viene prodotto sia per rendere più facili le programmazioni grafiche dei videogiochi, sia, più nello specifico, per essere utilizzato da progettisti ai fini della progettazione urbanistica, ingegneristica ed architettonica.

Storia di Sketchup: evoluzione di un programma che si è sempre migliorato nelle sue versioni

Nasceva ad opera dell’azienda @Last ed il suo principale obiettivo era sostanzialmente la risposta ad una esigenza molto semplice, ovvero quella di rendere possibile la trasposizione dell’idea grafica in versione digitale, esattamente come era possibile attraverso l’uso di carta e matita, ma in maniera ancor più avanzata e quindi intelligente.

Esistono, ad oggi, diverse versioni di questo programma: da un lato, è possibile utilizzare la versione SketchUp Make che è adatta per lo più a chi fa di questo programma un utilizzo semplice, pertanto domestico e senza particolari necessità. Questa versione ha pertanto la licenza free, utilizzabile in maniera gratuita da tutti, ed accanto ad essa vi è anche la possibilità di ampliare le caratteristiche funzionali di questo programma con una versione più completa e complessa, che è la versione a pagamento SketchUp Pro. Una terza versione è quella adatta alla formazione, e pertanto prende il nome di Academic in quanto particolarmente adatta agli studenti, ai docenti ed in genere agli istituti che abbiano come obiettivo quello di insegnare le caratteristiche e l’utilizzo di questo programma.

Ad ognuna di queste versioni, infine, corrispondono determinate caratteristiche di utilizzo che è bene conoscere prima dell’adozione del programma. Ricapitolando, quindi, di Schetchup vi sono tre versioni specifiche:

·Sketchup Make: versione di base, totalmente gratuita in quanto distribuita solo per scopo domestico e per utilizzo personale. Il vantaggio di questa versione consiste nel poter testare tutte le possibilità di utilizzo del programma di modellazione grafica tridimensionale, in maniera totalmente gratuita: se però l’uso del software volesse essere anche di tipo commerciale, questa versione non sarebbe sufficiente in quanto contiene comunque dei limiti. La licenza personale per hobbisti e persone non professioniste include, tra l’altro: collegamento con 3D Warehouse; supporto per Mac e Windows; Import da Google Earth; possibilità di estensioni e plugin; possibilità di modellare da immagini con lo strumento “Abbina foto”.

· Sketchup Pro: è sostanzialmente la versione successiva a quella di base, ovvero molto più completa e ricca di strumenti aggiuntivi, che si può utilizzare anche per scopi professionali e quindi commerciali. È possibile testare questa versione con una demo della durata di 30 giorni, scaduta la quale è necessario l’acquisto per poter continuare ad utilizzare il prodotto. Esso include, tra l’altro, diverse possibilità aggiuntive come ad esempio strumenti avanzati di modellazione e telecamere, classificazione BIM, moduli aggiuntivi per l’impaginazione, per la stampa, e per la personalizzazione grafica.

· Sketchup Academic: questa è la versione formativa, adatta appunto all’impegno del docente, dell’istituto scolastico che tende ad insegnare l’utilizzo di questo programma per i scopi specifici.

Dal 26 aprile 2012 – dopo un primo momento del 14 marzo 2007 quando l’azienda che produceva il software era stata rilevata da Google – è avvenuto l’acquisto da parte dell’azienda Trimble Navigation.

A cosa serve Sketchup: quali sono le funzionalità e le caratteristiche del programma

È un software di modellazione tridimensionale che presenta numerosi punti di forza: prima di tutto, perché è un software che si rende particolarmente adatto alla definizione delle forme grafiche sia di tipo bidimensionale che di tipo tridimensionale, ed inoltre perché è adatto ad entrambe le piattaforme più comuni, come Windows e Mac.

Nello specifico, poi, esso è molto semplice per l’uso, con un orientamento non solo al disegno grafico e concettuale ma anche al disegno tecnico: il rendering non è fotorealistico anche se avviene in tempo reale ed anche se è comunque possibile aggiungere questa possibilità attraverso lo specifico implemento di plugin aggiuntivi.

Tra le altre funzionalità e caratteristiche che rendono molto interessante l’uso di questo programma ricordiamo:

  • La modellazione 3D è versatile e risponde all’esigenza di trasferire in digitale intuitività e velocità di disegno, esattamente come avviene con carta e matita;
  • È potente e veloce nella produzione di forme anche bidimensionali, oltre che tridimensionali;
  • È rapido da utilizzare ma anche facilmente comprensibile, pertanto chiaramente intuitivo anche grazie alla introduzione di un motore di inferenza o disegno intelligente che supporta il disegnatore nelle sue realizzazioni che, in tal modo, diventano più semplici da ottenere;
  • È particolarmente adatto a tutte le tipologie di rappresentazione – anche animazioni di scena – e pertanto ideale per l’uso con assonometria isometrica, e diverse prospettive come quella a tre fuochi e quella a due fuochi).

Attori del progetto: chi può usare Sketchup

Come è stato già specificato nelle descrizioni del programma di modellazione grafica e tridimensionale, il software rende possibile l’uso della modellazione, e dei vari strumenti specifici come ad esempio il disegno grafico e tecnico, non solo per uso domestico e quindi personale, ma anche per uso professionale e pertanto commerciale.

Tra gli attori specifici di questo progetto vi sono, quindi, da un lato i semplici hobbisti e coloro che, pur non avendo specifiche competenze e pur non avendo nessuna necessità di apprendere queste competenze, si “dilettano” nel disegno e nella modellazione e hanno la possibilità di farlo proprio attraverso un programma funzionale e completo già nella sua versione base.

La versione base, quindi, permette comunque di ottenere molte possibilità anche se non si effettua l’upgrade, ma è bene sapere che essa presenta in ogni caso dei limiti abbastanza comprensibili e dovuti al fatto che non si tratta di una versione per professionisti. Quest’ultima, infatti, è una versione che raccoglie ulteriori possibilità e che è orientata anche allo scopo specifico professionale e commerciale.

In ogni caso, quindi, gli attori possibili di questo programma sono:

  • Architetti, ingegneri e progettisti;
  • Grafici;
  • Disegnatori anche non per professione;
  • Sviluppatori di videogiochi.

Conoscenze e competenze: chi può utilizzare questo programma

SketchUp può essere utilizzato, come è stato specificato, da diversi attori, ovvero sia da cloro che hanno una specifica preparazione di base e che pertanto sono formati per l’uso del programma, sia da parte di coloro che, invece, non hanno una formazione specifica.

Va da sé che i primi non avranno alcun interesse ad utilizzare una versione professionale – si tratta per lo più di hobbisti – mentre i secondi potranno apprezzare la versione a pagamento: in questo caso, essa può essere adatta soprattutto a laureati in Architettura o Ingegneria o equipollenti, essendo appunto adatto, SketchUp, per l’uso anche nella progettazione urbanistica oltre che in quella specificatamente edile ma anche nello sviluppo dei videogiochi. Inoltre, chi apprezza questa versione potrebbe anche avere uno specifico interesse per l’uso della versione didattica e accademica, approfittando così dell’opportunità di approfondire e migliorare le proprie competenze nel settore.

Attraverso corsi specifici è quindi possibile incrementare le proprie competenze nell’uso di questo software che, pertanto, renderà possibile anche l’aumento della produttività.

Novità del settore costruzioni: SketchUp sempre al passo con i tempi

È sempre al passo con i tempi ed ha sempre cercato, sin dall’inizio della sua produzione, di offrire sempre il massimo alle categorie di professionisti che utilizzano il software per la modellazione grafica tridimensionale. Le evoluzioni, infatti, sono state parecchie nel corso degli anni e adesso il programma – soprattutto nella sua versione più completa – offre diverse funzionalità aggiuntive che vale la pena di conoscere e, quindi, utilizzare.

Ad oggi, è possibile utilizzare anche una specifica libreria di componenti Trimble 3D Warehouse che fa ottenere anche la condivisione, oltre che la ricerca, dei modelli bidimensionali. Inoltre, i vari plugin a disposizione rendono ulteriormente utilizzabile in maniera completa il programma, anche grazie alle svariate estensioni che ad oggi sono disponibili.

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BIM: obbligatorio dal 2019 per le opere di interesse pubblico

01/12/2017 – approvate le nuove modalità e tempistiche da adottare per l’introduzione dell’obbligatorietà del BIM negli appalti pubblici.

Introdotto il nuovo “decreto BIM” firmato dal Ministro Graziano del Rio, con il quale il BIM viene definito come il metodo di gestione e di regolamentazione per gli appalti pubblici e che diventerà obbligatorio dal 1 Gennaio 2019.

“in attuazione dell’articolo 23, comma 13, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, definisce, per gli appalti di lavori e le concessioni di lavori, le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture.”

Il decreto BIM è stato il frutto di un lavoro complesso e approfondito avviato da una commissione appositamente istituita e presieduta dall’ingegner Baratono, composta da rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Anac, Agid, delle Università degli Studi di Brescia, Federico II di Napoli, del Politecnico di Milano, Sapienza di Roma.

La progressiva introduzione della metodologia BIM in Italia iniziata con il nuovo codice degli appalti (Dlgs. 50/2016) compie un notevole passo in avanti:
“L’innovazione porterà trasparenza, efficienza e più qualità nella progettazione e realizzazione delle opere”, efficienza e più qualità nella progettazione e realizzazione delle opere”, afferma il Ministro Delrio in un comunicato.
Il decreto vedrà l’adozione del BIM come obbligatorio proprio dal 1 Gennaio 2019 in riferimento soprattutto ai lavori complessi, ovvero per importi superiori ai 100 milioni di euro per poi estendersi a opere di importo minore: in modo graduale, e divenire obbligatorio per tutti i lavori pubblici nel 2025.
Disponibile in questa pagina, per il momento, la consultazione svoltasi a luglio di quest’anno contenente i nove principali articoli proposti.
Contenuto del decreto BIM:

  • Secondo le disposizioni contenute nel decreto BIM, le stazioni appaltanti preliminarmente dovranno dotarsi di un piano di formazione del proprio personale
  • Effettuare il potenziamento dei propri sistemi hardware e software per gestire attraverso specifico piano i processi di gestione informativa
  • Dotarsi di un sistema che espliciti il processo di controllo e di gestione dei dati e la risoluzione della loro incoerenza

Protagonista del decreto sono quindi questi nuovi adempimenti in capo alle pubbliche amministrazioni, che completano i cambiamenti proposti e contenuti nel nuovo codice degli appalti portando anche lo scenario del settore delle costruzioni italiano all’innovazione tecnologica rappresentata dal BIM.
Il decreto, afferma l’Architetto Luca Talucci, BIM Training Expert presso la A-Sapiens, ”comincia a dare compiutezza alla rivoluzione del BIM in Italia aprendo scenari di futuro sviluppo e occupazione all’intero indotto.”

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