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Come scaricare ed usare Excel per Android

Come scaricare e usare Excel su Android

Excel è uno dei programmi Microsoft Office più utilizzati al mondo per la creazione e la gestione di fogli di calcolo. Specialmente nelle realtà lavorative, Excel ricopre spesso e volentieri un ruolo importante nella gestione di elenchi, dati, operazioni e calcoli, utili per avere sempre sotto controllo la situazione lavorativa. Anche per quanto riguarda l’utilizzo personale del programma, grazie alle infinite possibilità di calcolo che offre, Excel viene spesso impiegato per la contabilità personale piuttosto che famigliare, permettendo un continuo aggiornamento. Di tutti i programmi del pacchetto Office, quello del foglio di calcolo rimane sicuramente quello un po’ più complicato da utilizzare, proprio perché dispone di moltissime funzioni e strumenti inerenti al mondo della matematica e del calcolo. Proprio a causa di questo motivo, avere una conoscenza parziale o superficiale del programma, serve a ben poco.

Specialmente all’interno di una realtà aziendale, la conoscenza approfondita delle funzionalità di Excel consente una maggiore interazione e condivisione tra i professionisti che la compongono. Ad oggi infatti, grazie alle nuove tecnologie, è possibile condividere un unico file Excel con più persone, che possono a loro volta apportare modifiche al documento originale.

Per potervi mettere mano però, è importante sapere in che modo utilizzare il programma. A questo proposito, noi di A-Sapiens abbiamo creato un portale formativo che consente la frequentazione di corsi di formazione informatici con il fine di conseguire una certificazione, sia parlando di attestati come l’ECDL, sia parlando di programmi singoli e specifici come quelli del pacchetto Office.

In questa guida andremo a parlare della possibilità di scaricare l’applicazione Excel su uno smartphone che supporti sia supportato dal sistema operativo Android. Rimane abbastanza implicito il fatto che la buona conoscenza del programma da desktop aiuta notevolmente l’utilizzo di un app pensata per gli smartphone piuttosto che i tablet.

L’applicazione ufficiale Excel di Microsoft Office

Grazie allo sviluppo dell’applicazione Microsoft Excel scaricabile sul proprio smartphone, si ha la possibilità di aggiornare i file dei fogli di calcolo in qualsiasi momento della giornata. L’applicazione è tornata utile specialmente ai professionisti che, una volta finita la giornata lavorativa in ufficio, avevano la necessità di continuare a lavorare su un documento. In questo modo quindi, hanno trovato la soluzione al loro problema. Come detto poco fa, l’app Microsoft Excel è disponibile per i dispositivi Android, ed è quindi scaricabile dal Play Store. Una volta individuata l’applicazione, non bisogna fare altro che premere sul tasto Installa e, successivamente, Apri. Come è possibile immaginare, la versione mobile del programma non presenta tutte le funzionalità di cui dispone la versione desktop, ma è possibile ovviare il problema.

 

Per i primi 30 giorni infatti, si ha la possibilità di provare la versione completa dell’applicazione, che consente una maggior personalizzazione del documento Excel; qualora si desiderasse continuare ad utilizzare la versione premium dell’app, il costo è di 7 euro al mese. Grazie alla versione più completa, si ha l’opportunità di andare a lavorare con elementi come lo stile e il layout delle celle, i colori applicati alle forme piuttosto che ai grafici e le grafiche SmartArt. Inoltre, la comodità del piano in abbonamento è che l’app completa è utilizzabile su ben tre dispositivi: smartphone, tablet, e un computer Windows o macOS. Nonostante sia già un vantaggio non indifferente, qualora si desiderasse, è possibile eliminare qualsiasi limite sottoscrivendosi all’abbonamento Office 365 Home, per un costo di 10 euro al mese. Tramite questo abbonamento, si ha la possibilità di lavorare su 5 smartphone, 5 tablet e 5 computer.

Altri fogli di calcolo disponibili da mobile

Quella sopra descritta può essere definita l’applicazione ufficiale di Microsoft Excel, ma vi sono altre molteplici app da poter scaricare sul proprio smartphone Android. In realtà non c’è un metro di paragone ben preciso per poter capire quale sia l’app migliore da utilizzare, poiché ognuna di esse si concentra su strumenti più o meno specifici. Ad ogni modo, secondo la nostra esperienza, l’app ufficiale di Microsoft rimane la scelta più accurata. Inoltre, rimane da sottolineare le differenze che intercorrono tra quelle gratuite e quelle a pagamento, nonostante si parli nella maggior parte dei casi di cifre piuttosto irrisorie.

  • WPS Office: questa applicazione si concentra sulla possibilità di condividere i documenti presenti al suo interno attraverso i cloud più conosciuti, come per esempio Google Drive, Dropbox e OneDrive. L’app è gratuita ed offre la possibilità di lavorare sulle presentazioni, sui documenti di testo e sui fogli di calcolo.
  • Fogli di Google: questa è l’app ufficiale di Google, la cui peculiarità è quella di poter condividere i propri documenti di lavoro con altri utenti, sia pubblicamente che privatamente. Il lavoro su Excel quindi, può essere svolto sia in modalità locale sia online, su Google Drive. L’app non prevede nessun costo.
  • Office suite: l’applicazione è gratuita e consente l’elaborazione di diversi documenti, inclusa quella per il foglio di calcolo. L’elemento da non sottovalutare di questa app è la possibilità di accedere a funzionalità aggiuntive, come per esempio l’esportazione l’esportazione di file in PDF, a soli 2.83 euro al mese.
  • SmartOffice: questa app, proprio come quelle sopra elencate, offre la possibilità di lavorare con diversi file, compreso quello del foglio di calcolo. A differenza delle altre però, questa presenta un’interfaccia meno elaborata, ma considerando che è completamente gratis e che supporta qualsiasi tipo di documento, rimane comunque un’ottima alternativa.

Excel da mobile: cosa cambia rispetto alla versione desktop

A differenza di quello che si potrebbe immaginare, il piccolo schermo dei dispositivi mobili non è un grande limite all’utilizzo dell’applicazione. Basta toccare una casella per avere a disposizione le stesse funzioni presenti da desktop: potremo inserire un valore alfanumerico, una formula, dei bordi e formattare il testo. Di volta in volta, nel menu in alto ci verranno mostrate tutte le opzioni relative all’azione che stiamo compiendo; eliminando le funzionalità che in un dato momento non servono, le ridotte dimensioni del menu non rappresentano un problema.

Dopo i primi minuti di utilizzo, chiunque sia in grado di utilizzare la versione desktop di Excel riesce facilmente a destreggiarsi anche sullo smartphone. Il problema rimane, ovviamente, la veduta d’insieme del foglio di calcolo: già da PC qualche volta è complicato avere una visione d’insieme abbastanza chiara, ma sui 5 pollici del telefonino la situazione diventa critica. In particolar modo diventa difficile muoversi tra i valori delle tabelle, perché superato un limitato numero di righe e colonne si avranno diverse caselle fuori dalla veduta del telefono.

Grazie all’integrazione tra Excel e OneDrive, gestire uno stesso documento su più dispositivi diventa davvero semplice. I salvataggi automatici ci consentono, ogni volta che compiamo una singola azione, di avere una copia del documento salvata a cui accedere con qualsiasi dispositivo. Potremo anche condividere il lavoro con i colleghi, grazie alle funzioni di condivisione che facilitano la collaborazione; insomma non manca nulla, se non la comodità di uno schermo sufficientemente ampio.

Opinioni e commenti sulla versione mobile di Excel

Dopo un prolungato utilizzo, rimane comunque evidente il limite del piccolo schermo di un telefono. Per questo opinioni e commenti della maggior parte degli utenti dicono la stessa cosa: si tratta di una soluzione comoda nei limiti in cui serve a fare piccole modifiche ad un documento, magari mentre non si ha un computer a portata di mano. Vederla come una soluzione per creare interi documenti complessi e gestirne ogni aspetto, invece, è decisamente troppo poco efficiente.

All’interno della nostra stessa azienda adottiamo Excel utilizzandolo anche nella versione mobile, ma soltanto in casi limitati. Se abbiamo già dei documenti pronti, di cui dobbiamo andare a cambiare giusto qualche valore mentre siamo lontani dalla postazione, interveniamo direttamente da dispositivi mobili. Quando ne abbiamo la facoltà, però, ricorriamo sempre alla versione desktop.

 

cos'è powerpoint

5 Consigli per una presentazione PowerPoint professionale

Oggigiorno essere a conoscenza di tutte le funzioni e gli strumenti messi a disposizione da un programma è tanto richiesto quanto necessario. I programmi del pacchetto Microsoft Office, per esempio, sono quelli più utilizzati sia nelle realtà lavorative, che in quelle personali o di studio. I primi passi nella conoscenza e nel loro utilizzo infatti, inizia nell’età adolescenziale, quando insieme alle altre materie, viene dedicata una, massimo due, ore a settimana per la creazione di un background informatico. Ad oggi però, non è più sufficiente dimostrare di sapersi muovere superficialmente all’interno di un programma. A questo proposito, noi di A-Sapiens abbiamo creato un portale formativo che consente sia ai professionisti, sia agli studenti, di frequentare dei corsi specifici per poter conseguire le certificazioni informatiche.

In questo caso specifico ci concentriamo maggiormente sul programma Office PowerPoint, il più utilizzato al mondo per la creazione di progetti e presentazioni lavorative e scolastiche. Come dicevamo poco fa, la conoscenza relativa delle funzioni di cui dispone un programma come PowerPoint, non assicura un risultato ottimale o soddisfacente. Non potendo dilungarci eccessivamente, in questa sede andremo ad occuparci di alcuni aspetti da tenere in considerazione per lo sviluppo di una presentazione professionale, utilizzate in quelle occasioni lavorative dove si ha necessità di esporre le proprie tesi o idee circa un argomento.

1. Come scrivere i contenuti in modo chiaro e coinvolgente

Ancora prima di iniziare a parlare degli aspetti più pratici di una presentazione professionale, è doveroso soffermarsi sull’importanza di scrivere i propri contenuti in modo semplice, approfondito e coinvolgente. Una delle situazioni che tende maggiormente a verificarsi durante l’esposizione di un progetto infatti, è la perdita di concentrazione e di attenzione da parte del pubblico. Chiaramente questa condizione non si verifica sempre e solo a causa di una presentazione poco entusiasmante, ma può essere interessante capire come mettersi in una botte di ferro.

Prima di sedersi ed iniziare a battere i tasti di fronte ad una diapositiva vuota, il primo passo da compiere è quello di creare un breve schema che riporti l’argomento principale del progetto, i relativi punti salienti -solitamente 5 o 6-, ed infine delle note di approfondimento sotto ogni punto importante individuato. In questo modo, lo svolgimento del testo avverrà in maniera fluida e rapida, senza incorrere in situazioni dove ci si dimentica di parlare di un argomento piuttosto che correre il rischio di creare un numero di slide troppo differente tra un punto saliente e l’altro. Dopo questo primo passaggio, si può iniziare con la stesura del testo.

Di tutte le diapositive che si andranno a creare, quella che può essere definita la più importante è sicuramente la prima, quella d’apertura. Grazie a questa slide infatti, si ha la possibilità di dare subito un’idea chiara del proprio argomento, catturare l’attenzione del pubblico e convincere che mantenere la soglia d’attenzione alta ne varrà la pena per il corso di tutta la presentazione. Lo scopo principale della slide d’apertura quindi, è quello di incuriosire in maniera intrigante la persona che si ha di fronte a se.

Allo stesso tempo, anche la diapositiva conclusiva ha un ruolo da non sottovalutare. Questa infatti, racchiude tutto il lavoro svolto, tutte le parole che hanno accompagnato la presentazione, ed è importante che le ultime parole siano quelle incisive e decisive. Nelle presentazioni professionali infatti, si tende a chiudere la spiegazione di un progetto in maniera motivazionale, spingendo gli ascoltatori ad agire, a confrontarsi, a creare nuove idee. Le slide di apertura e di chiusura quindi, sono le ciliegine sulla torta di un lavoro svolto in maniera magistrale, un aspetto che non si può non considerare.

2. Come incuriosire il pubblico

Dopo aver parlato dell’importanza della slide di apertura, è altrettanto fondamentale capire come creare curiosità sin dalle prime parole. Questo aspetto nello specifico, non ha direttamente a che vedere con un aspetto pratico delle slide, ma è un punto saliente per la buona riuscita di una presentazione professionale. Le affermazioni iniziali infatti, devono essere accattivanti, provocatorie e sorprendenti, di modo che l’interlocutore abbia il desiderio di continuare ad ascoltare la presentazione.

A questo elemento però, se ne aggancia uno molto più pratico. Ogni punto saliente che è stato individuato durante la stesura dello schema iniziale, può diventare esso stesso un altro mini gancio per mantenere alta la soglia d’attenzione del pubblico. Se si riesce a creare sorpresa ogni volta che viene esposto uno degli argomenti principali da trattare, è pressoché impossibile che si perda l’attenzione del proprio interlocutore. In questo senso però, non bisogna rischiare di incorrere in una presentazione costantemente ricca di elementi accattivanti, ma bisogna cercare di attuare un buon mix tra una spiegazione professionale e qualche elemento che crei sorpresa e curiosità.

3. Temi e colori: due aspetti da non sottovalutare

Durante la spiegazione di un progetto tramite una presentazione PowerPoint, il tema ed i colori principali sono due elementi che caratterizzeranno ogni slide. La scelta del tema è sicuramente un fattore importante, ma risulta essere anche piuttosto critico, specie dal momento che ogni progetto può spaziare da un tema semplice e minimalista ad uno simpatico e ricco di colore. Per le presentazioni PowerPoint professionali, ad ogni modo, il nostro consiglio è quello di scegliere un tema raffinato, che metta in risalto gli elementi inerenti all’argomento e che non crei troppa distrazione. Il tema quindi, deve andare di pari passo con l’argomento che si andrà ad esporre, ma deve rimanere in secondo piano rispetto alle idee esposte. Inoltre, sul web vi sono diversi siti ed applicazioni che consentono il download di centinaia di temi differenti, così da poter scegliere quello più adeguato in un ventaglio d’offerta ancora più ampio.

Anche per quanto riguarda la color palette che si andrà ad utilizzare all’interno delle slide, la scelta deve avvenire secondo criteri intelligenti, e non secondo il proprio gusto personale. Senza ombra di dubbio, il bianco ed il nero sono i due colori che tendenzialmente vengono maggiormente impiegati per la scrittura del testo, messa doppiamente in risalto se lo sfondo o il tema scelto creano un contrasto ancora più evidente. Ad ogni modo, la scelta dei colori deve essere coerente sia con l’argomento da sviluppare, sia con il tema delle slide, sia con le immagini o le icone che si andranno ad inserire. E’ importante che ogni diapositiva presenti un’omogeneità visiva elevata, così che nessun elemento possa sembrare d’eccesso o fuori luogo.

4. Inserimento di immagini, icone ed animazioni

Nonostante possa sembrare strano, anche le presentazioni professionali godono di una buona percentuale di immagini ed icone all’interno delle slide. Questi elementi infatti, aiutano la comprensione di quanto spiegato durante la presentazione, e allo stesso tempo imprimono maggiormente il concetto espresso dalle parole del testo. L’immagine è l’elemento più chiaro ed intuitivo che possa essere inserito all’interno di una diapositiva, in quanto rende ancora più comprensibile la spiegazione dell’argomento con il solo fatto di riportare visivamente il concetto espresso. Le icone invece, fanno più da accompagnatrici. Se per esempio si sta spiegando la percentuale di guadagno di un’azienda durante gli ultimi 6 mesi, inserire un grafico che riporti i dati aiuta nella visualizzazione di quanto appena detto.

In questi casi però, si consiglia di inserire un’icona per slide, evitando così fraintendimenti o sovrapposizioni di argomento. Inoltre, le icone possono essere utilizzate anche per spiegare in maniera semplice ed intuitiva un concetto piuttosto complesso, mantenendo la soglia d’attenzione alta. Per quanto riguarda le animazioni invece, il discorso è un po’ più complesso.

Tendenzialmente si pensa che le presentazioni professionali debbano essere prive di qualsiasi elemento animato, ma la realtà è ben diversa. Chiaramente non potranno essere costantemente inserite come in un progetto liceale, ma il giusto quantitativo di animazione riesce a rendere più piacevole la spiegazione di una presentazione. Se si pensa per esempio ad un elenco puntato, un bel modo per mettere in risalto un punto specifico è quello di applicargli un effetto particolare. Inoltre, le animazioni possono anche essere applicate ad elementi come icone o immagini, utili per sottolinearne l’importanza.

5. Collegamenti ipertestuali

L’ultimo elemento da tenere in considerazione per una presentazione professionale a tutti gli effetti, è sicuramente il collegamento ipertestuale. Questo infatti, è molto utilizzato nelle realtà professionali, poiché consente il passaggio diretto da una slide all’altra con il semplice click del mouse, piuttosto che il collegamento ad una pagina web esistente. Se per esempio si pensa ad una presentazione che è composta da 60 diapositive, potrebbe tornare molto utile la possibilità di collegare la quindicesima slide alla trentesima senza essere obbligati a scorrere velocemente le altre quindici che si trovano nel mezzo. In realtà però, la funzione principale dei collegamenti ipertestuali, è quella di inserire l’URL di una pagina web collegandolo ad una parola specifica. Il processo per l’inserimento di collegamenti ipertestuali è molto semplice, basta essere a conoscenza di qualche tasto e finestra dove andare a lavorare. Questo rimane sicuramente uno degli elementi più competitivi e professionali che si possono inserire all’interno della propria presentazione PowerPoint, in quanto consente al pubblico di vedere direttamente ciò di cui si sta parlando.

 

In conclusione

Per concludere la nostra guida, il nostro consiglio rimane quello di esporsi ad una realtà informatica professionale, così da poter essere a conoscenza di tutti gli strumenti offerti da PowerPoint. Sapendo dove andare a cliccare infatti, quali tasti o finestre esistono per la personalizzazione di un progetto, ci si mette nelle migliori condizioni per ottenere un risultato perfetto. Ecco perché, noi di A-Sapiens abbiamo pensato allo sviluppo di un corso PowerPoint dalla A alla Z, che vada a dare tutte le conoscenze necessarie allo studente -o al professionista- per lo sviluppo di una presentazione impeccabile. Inoltre, poiché il nostro portale rimane costantemente aggiornato con l’andamento delle tecnologie, il corso PowerPoint è frequentabile da remoto, lasciando libero il nostro iscritto di seguire le lezioni da casa o dall’ufficio. Il conseguimento di un attestato PowerPoint, così come quelle per qualsiasi altro programma Microsoft Office, consente di affacciarsi al mondo del lavoro con maggiore sicurezza, oltre che poter contare su un ventaglio di scelta decisamente più ampio.

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Come inserire le animazioni su PowerPoint

PowerPoint è il programma per creare presentazioni e progetti più utilizzato al mondo. Facente parte del pacchetto Microsoft Office, questo programma offre molteplici funzioni e strumenti per personalizzare al massimo ogni diapositiva, regalando un risultato finale eccellente. Oggigiorno infatti, risulta ormai indispensabile avere un’ottima conoscenza dell’utilizzo inerente ai programmi Office, utilizzati nella maggior parte delle realtà lavorative, scolastiche e personali. I primi passi per la conoscenza del mondo informatico si iniziano a muovere intorno agli anni liceali, e tendenzialmente si approfondiscono durante quelli universitari.

Vi è però un elemento da considerare: non tutti i corsi di studio prevedono il sostenimento di un esame a sfondo informatico o digitale. Partendo da questo presupposto, noi di A-Sapiens abbiamo creato un portale formativo che include tutti i corsi inerenti ai programmi Office, oltre che a quelli per conseguire la certificazione ECDL. In particolare, parlando di PowerPoint, la modalità di frequentazione delle lezioni avviene da remoto, lasciando libero lo studente di poter seguire le lezioni da casa o dall’ufficio. Parliamo anche di ufficio in quanto una buona percentuale di persone che diventano nostri studenti sono già professionisti, entrati da diverso tempo nel mondo del lavoro.

Il nostro intento quindi, è quello di mettere a disposizione degli utenti un portale formativo che racchiuda persone di ogni età, professione o studio. Inoltre, grazie ad una convenzione attuata con gli istituti scolastici ed universitari, coloro che conseguono le certificazioni durante gli studi liceali, avranno la possibilità di ottenere crediti formativi una volta entrati in università. L’importanza di conseguire un attestato che certifichi le competenze acquisite dopo un percorso di studi informatici ad oggi è diventata di primaria importanza, richiesta dalla maggior parte delle realtà professionali. Ad ogni modo, in questa guida parleremo di un aspetto piuttosto conosciuto inerente al programma PowerPoint: come inserire le animazioni nelle diapositive.

Perché inserire le animazioni su PowerPoint

Come anticipato, PowerPoint è il programma del pacchetto Microsoft Office più utilizzato al mondo per creare progetti e presentazioni di qualsiasi genere. In particolar modo, questo programma viene spesso utilizzato dagli studenti per presentare i propri lavori -individuali o di gruppo- al docente o ai colleghi studenti. Ma anche nel mondo professionale si può dire che PowerPoint svolga un ruolo principale nel mostrare le proprie idee e i propri concetti in modo del tutto personalizzato e professionale. Al suo interno vi sono un’infinità di strumenti, opzioni, funzioni e modalità che possono essere utilizzate in diverse occasioni e per motivazioni molto specifiche. Ogni tasto infatti, consente l’inserimento, la modifica e il cambio di un elemento, di un testo o di un’immagine.

In particolare, l’inserimento delle animazioni nelle diapositive PowerPoint costituisce una parte piuttosto importante nella riuscita di una presentazione. Chiaramente, il tipo di animazione inserita e la quantità di oggetti da animare, varia sia in base al tipo di progetto che si ha necessità di sviluppare, sia in base al pubblico al quale verrà mostrata.

Considerando che la creazione di un progetto PowerPoint può essere anche visualizzato come un video, arricchire alcuni elementi con qualche transizione o movimento particolare può essere la chiave di volta per un progetto impeccabile. Inoltre, l’inserimento delle animazioni rischia di diventare necessario per la comprensione di una diapositiva.

Si pensi, per esempio, ad un elenco puntato che riporta il nome di diverse città italiane, e che si desideri mettere in risalto Roma in quanto capitale. Applicare un’animazione piuttosto che un movimento o una transizione, può essere il modo migliore per metterla in risalto, senza dover interrompere la presentazione spiegandolo a voce. Dall’altra parte invece, se si desidera creare un progetto a sfondo simpatico, è possibile applicare diverse animazioni a più elementi, creando una sorta di movimento continuo. Questi sono solo i principali casi in cui può tornare utile personalizzare le proprie diapositive, ma ve ne sono molti altri.

Come inserire le animazioni nelle diapositive

Ancora prima di iniziare a parlare di come è possibile inserire le animazioni in una slide di PowerPoint, è importante essere a conoscenza degli elementi che è possibile inserire. Nella barra degli strumenti infatti, presente nella parte superiore, cliccando sulla voce Inserisci è possibile andare ad immettere nella dispositiva tutti gli elementi lì riportati:

inserire animazioni in powerpoint

 

Come si può notare dall’immagine sopra riportata, durante la creazione di una diapositiva vi sono diversi elementi che possono essere inseriti. Dopo aver selezionato l’immagine, la forma o l’icona desiderata, si può passare direttamente al passaggio successivo, ossia applicare le animazioni disponibili del programma. In realtà, il processo per animare un elemento è piuttosto semplice ed immediato, ma vi sono alcune impostazioni da tenere in considerazione per inserire gli effetti al momento desiderato, selezionare la successione preferita piuttosto che la sua durata. Come prima cosa bisogna selezionare l’elemento interessato e cliccare sulla voce Animazioni, spostata qualche tasto a destra rispetto alla precedente voce Inserisci.

La parte centrale della casella nella barra degli strumenti è occupata principalmente da tanti diversi tipi di animazione che possono essere applicati all’elemento precedentemente selezionato. Inoltre, cliccando sulla freccetta presente in basso a destra, si apre una finestra con all’interno ulteriori animazioni ed effetti da poter applicare. Cliccando sull’ultima voce che riporta Altri percorsi di animazione si ha la possibilità di creare un vero e proprio percorso da far compiere all’elemento selezionato. Se per esempio si immagina di avere come sfondo la mappa del globo, e si sovrappone l’icona di un aereo in Italia, attraverso la voce Altri percorsi di animazione è possibile stabilire il tipo di percorso che dovrà compiere l’aereo per arrivare in Grecia.

Vicino al lato destro della tabella che contiene le principali animazioni, vi è il tasto Opzioni effetto. Dopo aver selezionato l’animazione desiderata per l’elemento in questione, cliccando su questa voce è possibile applicare ulteriori effetti, presentati sotto le categorie: Direzione, Forme e Sequenza.

Nel riquadro Animazione Avanzata invece, si trovano tutti quegli elementi utili relativi alle impostazioni delle animazioni immesse nella diapositiva. Innanzitutto, cliccando su Riquadro animazione sulla destra si apre una finestra che riporta gli effetti aggiunti agli elementi della slide, ai quali è possibile applicare specifiche più precise. Le animazioni vengono riportate con il nome di Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3 -e così via- in base alla posizione che gli è stata precedentemente assegnata.

Cliccando sulla freccetta presente alla destra del Titolo in questione si apre una tendina che riporta tutte le impostazioni che è possibile modificare riguardanti l’animazione assegnata all’elemento, immagine o icona. Rimanendo all’interno dello stesso riquadro, è possibile notare la voce Trigger, utile per stabilire se l’animazione dovrà partire al clic del mouse o durante la riproduzione di una clip audio o video. Per impostare una delle due variabili, non bisogna fare altro che cliccare su Trigger e selezionare Al clic del mouse oppure Al segnalibro. Infine, l’ultima casella di cui parlare è quella dell’Intervallo, contenente tutte le impostazioni relative alla durata di un’animazione, al suo ritardo e al momento nel quale si desidera che l’animazione prenda vita nella slide. Nella sezione Riordina animazione invece, è possibile spostare in avanti o indietro un effetto rispetto ad un altro.

In conclusione

Come si è potuto leggere in questa guida, vi sono diverse possibilità, impostazioni e funzioni di cui bisogna essere a conoscenza per lavorare con l’aggiunta delle animazioni. In questo specifico caso, i passaggi da conoscere sono piuttosto numerosi, ma rimangono comunque abbastanza semplici nella comprensione e nella praticità del lavoro. Vi è da sottolineare che la maggior parte delle persone è in grado di aggiungere le animazioni e gli effetti  agli elementi di una slide, ma sono pochi coloro che sanno muoversi in totale autonomia e comprensione tra le varie impostazioni da applicare successivamente.

Per la buona riuscita della presentazione infatti, è fondamentale sapere come e quando far entrare un oggetto animato, se farlo entrare nella slide singolarmente, parallelamente ad altri elementi o se creare una vera e propria successione. Di qualsiasi progetto si tratti, solitamente le animazioni costituiscono una parte portante della presentazione, che viene arricchita di movimenti, effetti a sorpresa, entrate ed uscite di diversi elementi. Questo è solamente uno dei molteplici aspetti con i quali si può lavorare tramite PowerPoint, ma ve ne sono molti altri da approfondire per un utilizzo ancora più magistrale.

A questo proposito, noi di A-Sapiens abbiamo creato un corso formativo per conseguire la certificazione PowerPoint. La sua frequentazione avviene da remoto, evitando allo studente di recarsi in sede per seguire le lezioni settimanali. Durante lo svolgimento del corso vengono approfonditi tutti gli strumenti e le funzioni offerte dal programma Office, con simulazioni d’esame e lavoro diretto sul programma stesso. Inoltre, tutto il materiale viene lasciato a disposizione dello studente 24 ore su 24 nella sezione online del suo profilo. Al giorno d’oggi completare il proprio profilo grazie al conseguimento di una certificazione informatica, sia essa di un programma Office o più generica come l’ECDL, è un ottimo modo per entrare con maggior autorevolezza nel mondo del lavoro ed interfacciarsi con un ventaglio d’offerta lavorativa molto più ampia.

 

 

Inserire collegamenti ipertestuali in PowerPoin

Inserire un collegamento ipertestuale su PowerPoint

Al giorno d’oggi avere un background di conoscenze informatiche e digitali è un elemento che caratterizza positivamente la maggior parte dei profili professionali. In realtà però, il percorso formativo di una persona, tende ad iniziare durante gli anni liceali e quelli universitari, dove dispone della possibilità di integrare i propri studi con materie a sfondo informatico. Se prima poteva essere considerato un optional, ad oggi è uno dei principali fattori che vengono tenuti in considerazione da parte di una realtà lavorativa seria, professionale e già affermata. A questo proposito, noi di A-Sapiens abbiamo creato un portale formativo grazie al quale è possibile interfacciarsi con il proprio grado di conoscenze, scegliere il livello che si vuole raggiungere ed, infine, conseguire la certificazione che attesti le competenze acquisite.

I nostri corsi di formazione offrono la possibilità sia di ottenere un attestato a livello generale dell’utilizzo del computer, come per esempio l’ECDL, sia di conseguire certificazioni più specifiche. In questo caso stiamo parlando dei programmi offerti da Microsoft Office, il pacchetto contenente le applicazioni più conosciute ed utilizzate al mondo. Molte volte si commette l’errore di pensare che una conoscenza relativamente superficiale di uno dei programmi Office possa essere sufficiente, ma i dati degli ultimi anni e la realtà in cui viviamo, dimostrano il contrario. Non è mai stato così importante come negli ultimi tempi, dimostrare le proprie competenze acquisite attraverso un percorso di studi serio ed approfondito.

Il principale motivo per il quale è fondamentale caratterizzare il proprio curriculum con una certificazione informatica, è che le realtà lavorative come le aziende e le imprese cercano professionisti già formati. In questo modo, non si vedranno obbligate ad affrontare ulteriori spese per la formazione del candidato. Parlando nello specifico di un programma spesso utilizzato per la presentazione di un progetto di studi, quanto lavorativo, PowerPoint è sicuramente il programma Office più indicato. Anche in questo caso, noi di A-Sapiens offriamo la possibilità di frequentare il corso formativo per conseguire la relativa certificazione. In questa guida però, il nostro intento è quello di portare alla luce una delle situazioni che si verificano maggiormente durante la costruzione di una presentazione PowerPoint: i collegamenti ipertestuali.

Breve introduzione: cos’è PowerPoint

Come anticipato, PowerPoint è conosciuto a livello più che internazionale per la possibilità che offre di esporre in maniera creativa, professionale e personalizzata, un progetto universitario, di lavoro o personale. Questo programma infatti, non viene utilizzato solamente con fini lavorativi, ma offre anche la possibilità di creare una sorta di video con le diapositive in scorrimento; in questo modo, si ha la possibilità di sviluppare progetti anche molto personali, con musica di sottofondo e foto ricordo. Chiaramente, più il progetto da sviluppare è inerente alla sfera lavorativa, maggiore dovrà essere il grado di conoscenza dell’applicazione.

a cosa serve PowerPoint

A questo proposito è doveroso dire che vi sono alcuni elementi di cui si ha poca praticità, probabilmente perché poco esposti nella barra degli strumenti. In realtà però, qualsiasi voce posta all’interno delle opzioni di PowerPoint è assolutamente utile per personalizzare ulteriormente il proprio progetto. In sostanza quindi, PowerPoint è un programma che consente la creazione di un’insieme di diapositive che possono contenere informazioni o elementi anche molto diversi tra di loro. Come già detto, in questa guida parleremo dei famosi collegamenti ipertestuali, spiegando i passaggi necessari sia per collegare una diapositiva ad un’altra, sia per creare un collegamento con una pagina web esterna.

Inserire un collegamento tra le diapositive

Durante la creazione di un progetto PowerPoint, specie per quelli che contengono un elevato numero di diapositive, ci si potrebbe trovare nella situazione di dover passare da una slide ad una che non si trova immediatamente dopo nell’ordine cronologico di creazione. Questo porterebbe l’utente a dover scorrere tutte le diapositive fino ad arrivare a quella interessata, dando un’idea poco professionale della presentazione e delle sue competenze nell’utilizzo del programma. In realtà però, PowerPoint dispone di una funzione molto utile, comoda ed intuitiva, che consente il passaggio diretto tra svariate diapositive. Come mostra l’immagine sotto riportata, il primo passo da fare è quello di cliccare sulla voce Inserisci presente all’interno della barra degli strumenti, dove salta subito all’occhio il pulsante Collegamento ipertestuale.

 

 

Successivamente, è necessario selezionare l’elemento contenuto all’interno della diapositiva e al quale si vuole rimandare una determinata slide. Facendo l’esempio che all’interno della diapositiva vi sia la scritta Instagram: il nuovo social, bisognerà cliccare sul testo, e successivamente sulla voce Collegamento ipertestuale. Da qui, il passaggio successivo è piuttosto immediato in quanto, la finestra che si apre , riporta quattro voci disposte sul lato sinistro, ed una di queste è Inserisci nel documento. Arrivati a questo punto, l’ultima cosa che rimane da fare è selezionare la diapositiva alla quale si vuole mandare il collegamento e, dopodiché, sarà possibile visualizzare il cambio di colore del testo originario -Instagram: il nuovo social- dal nero al blu.

Infine, per verificare se tutti i passaggi sono stati eseguiti correttamente, è possibile avviare la presentazione premendo sul tasto apposito, presente nella parte superiore della barra degli strumenti. Quando la presentazione avrà inizio, non si dovrà fare altro che cliccare sulla parola alla quale è stato applicato il collegamento ad un’altra slide, e vedere se effettivamente avviene il passaggio diretto.

Inserire un collegamento ad una pagina web

Avendo già esposto i passaggi necessari per inserire i collegamenti tra diverse slide, parlare di un collegamento ad una pagina web sarà ancora più semplice: la prima parte dei processi infatti, rimane invariata. Come appena descritto nel paragrafo precedente, bisogna cliccare sulla voce Inserisci e cliccare sulla parte di testo che si vuole collegare ad una pagina Internet. Successivamente, cliccando su Collegamento ipertestuale, si potrà notare l’apertura della stessa finestra contenente le quattro voci alla sua sinistra. In questo caso però, invece di cliccare su Inserisci nel documento, si dovrà cliccare su File o pagina Web esistente. Da qui, si hanno diverse possibilità di collegamento, e si dovrà selezionare quella prediletta e sicuramente più comoda. Le voci che indicano il possibile collegamento esterno sono: Cartella corrente, Pagine visualizzate e File recenti.

Cliccando sulla prima voce sarà possibile andare a cercare la pagina Internet all’interno delle varie cartelle esistenti sul computer, qualora si trovasse all’interno di una di queste. La seconda voce invece, leggermente più complessa rispetto alle altre, riporta tutte le pagine visualizzate all’interno del browser, proponendole sotto forma di una cronologia.

Se la pagina da collegare rientra in una delle ultime viste, riconoscere l’URL sarà piuttosto semplice, al contrario, riconoscerlo tra svariati URL potrebbe risultare un processo poco simpatico ed intuitivo. Infine, l’ultima voce da trattare è File recenti, che riporta gli ultimi file aperti tramite le pagine Internet. In ultima analisi, sotto queste tre voci, si legge anche Indirizzo, che dispone di uno spazio apposito dove poter inserire direttamente l’URL della pagina internet -o del sito web- da collegare alla diapositiva.

Questa ultima opzione rimane sicuramente quella più comoda ed efficiente, in quanto non vi è alcun bisogno di mettersi a cercare l’indirizzo tra svariati file o cartelle. Dopodiché, una volta selezionata la modalità preferita per inserire l’indirizzo interessato, non resterà altro che premere su OK. Qualora invece, per sbaglio, fosse stato commesso un errore, è possibile riaprire la finestra di dialogo e premere sulla voce Rimuovi collegamento, presente al di sopra della voce OK. Infine, nonostante non sia questa la sede per esporre e spiegare tutti i passaggi possibili per i vari collegamenti dalle diapositive, all’interno della finestra di dialogo è possibile notare anche le voci Crea nuovo documento ed Indirizzo di posta elettronica. Grazie a queste due icone, si ha la possibilità di creare un collegamento con un nuovo progetto PowerPoint o creare un’email con tanto di Oggetto specificato.

In conclusione

Come è possibile notare, i passaggi e le operazioni per creare dei collegamenti ipertestuali all’interno delle diapositive PowerPoint non sono poi così complicati o prolissi, basta saper conoscere dove cliccare, in che modo inserire i collegamenti alle diapositive e, in caso fosse necessario, saperli rimuovere.

Questo tipo di presentazione viene maggiormente applicato sia durante l’esposizione di un progetto in università, quando si ha necessità di saltare da una slide all’altra, sia durante la spiegazione di una presentazione lavorativa, che solitamente va a toccare diversi punti all’interno di un discorso ampio. In conclusione quindi, il nostro consiglio è quello di mettersi nella condizione di conoscere in maniera approfondita tutti gli strumenti messi a disposizione da un programma, specie per quelli ampiamente
richiesti dalle realtà lavorative.

L’argomento riportato in questa guida, per esempio, rientra nel corso di formazione proposto dal nostro portale, insieme ad altri ed ulteriori utilizzi di PowerPoint. Infine, ci teniamo a sottolineare che i nostri corsi sono stati pensati per andare incontro alle esigenze di qualsiasi tipo di iscritto, dal professionista in carriera allo studente liceale o universitario, offrendo loro la possibilità di frequentare le lezioni anche da remoto. Conseguire una certificazione informatica, ad oggi, è il miglior modo per attestare le proprie competenze a livello digitale, una richiesta sempre più viva da parte di aziende ed imprese.

Come calcolare una percentuale su Excel

Come calcolare la percentuale in Excel

Il programma Microsoft Excel è il foglio di calcolo più conosciuto ed utilizzato al mondo. Grazie alle sue molteplici funzioni infatti, oltre alle opzioni più basiche, è possibile attuare dei calcoli molto specifici e complessi, che possono tornare utili sia nel campo lavorativo quanto nella sfera personale. A questo proposito, noi di A-Sapiens abbiamo creato un portale formativo all’interno del quale è possibile seguire diversi corsi per approfondire le proprie conoscenze informatiche relative ad Excel. I nostri corsi offrono una frequentazione delle lezioni comoda ed intuitiva, lasciando all’utente la possibilità di scegliere se frequentare presso i nostri centri, o da remoto.

Al giorno d’oggi, avere una conoscenza approfondita di come muoversi all’interno dei molteplici strumenti messi a disposizione dal foglio di calcolo, è una skill da non sottovalutare. Nel mondo del lavoro infatti, la maggior parte dei professionisti utilizza Excel quasi per qualsiasi situazione inerente ai calcoli, all’organizzazione di un elenco o alla creazione di grafici.

In questa guida analizzeremo diverse situazioni all’interno delle quali si deve saper calcolare le percentuali, portando alla luce diverse casistiche grazie alle quali è possibile capire come muoversi tra le varie celle del programma. I processi sono chiaramente diversi, ma rimangono molto semplici ed intuivi, specie per gli utenti che hanno già un background di conoscenze relative ad Excel. Gli esempi sotto riportati sono quelli maggiormente richiesti ed utilizzati dalla maggior parte delle persone, poiché in grado di offrire informazioni in molte situazioni pratiche, di vita quotidiana.

Sommare e sottrarre una percentuale da un numero

Il primo caso che riportiamo in questa guida è sicuramente anche il più semplice ed intuitivo di tutti, nonostante anche gli altri casi siano piuttosto di facile comprensione. Capita spesso, specialmente agli studenti durante gli studi di matematica, di dover aumentare o diminuire un dato numero di una determinata percentuale, ed i passaggi sono davvero semplici. Per rendere la guida ancora più intuitiva, riportiamo le formule da utilizzare qui sotto:

  • Per aumentare un numero di una data percentuale, bisogna utilizzare la seguente formula all’interno di una cella: =numero di partenza*(1+percentuale da sommare)
  • Per diminuire un numero di una data percentuale, bisogna utilizzare la seguente formula all’interno di una cella: =numero di partenza*(1-percentuale da sottrarre)

Il processo è talmente intuitivo che non ha bisogno di grandi spiegazioni o esempi per essere compreso, ma essere a conoscenza delle funzioni basiche di Excel torna utile per qualsiasi calcolo futuro, anche per quelli più complessi.

 

Calcolare il valore di una percentuale

Il primo passo per calcolare il valore di una percentuale è avere a disposizione due numeri con i quali andare a lavorare. Prendiamo per esempio il valore netto di un’automobile facendolo ammontare a 50.000 euro, ed il nostro compito è quello di calcolare l’IVA da aggiungervi. Come prima cosa, bisognerà inserire i due valori all’interno di due celle diverse, rispettivamente con il proprio formato. Nella parte centrale della barra degli strumenti infatti, è collocata la casella Numeri, all’interno della quale è possibile scegliere il formato da applicare alla relativa tabella.

 

 

Laddove andremo ad inserire il valore di 50.000 euro, il formato dovrà essere impostato su Valuta, mentre dove si inserirà il valore dell’IVA -22%-, il formato dovrà essere impostato su Percentuale. Dopo aver fatto questo semplice passaggio, ci si può definire già a metà dell’opera. L’operazione successiva infatti, prevede semplicemente l’inserimento del segno uguale in una nuova cella, l’inserimento della cella contenente il valore di 50.000, l’inserimento del segno della moltiplicazione, ed infine l’inserimento della cella contenente la percentuale del 22%. Il risultato trovato è la percentuale di IVA che si dovrà aggiungere al valore netto dell’automobile.

 

Calcolare la percentuale da un valore

In questo esempio invece, faremo esattamente l’opposto di quanto proposto nella casistica precedente. Immaginiamo di essere a conoscenza del prezzo iniziale di una t-shirt dal valore di 350 euro, e del relativo prezzo scontato, pari a 150 euro. In questo caso potrebbe tornarci utile sapere quale sia la percentuale di sconto applicata al prezzo iniziale, anche solo per verificare la veridicità del costo finale della maglietta.

Anche in questo caso però, rimane di fondamentale importanza impostare i valori corretti per le relative tabelle, che saranno rispettivamente ancora Valuta e Percentuale. Inserendo i due valori all’interno di due celle diverse, si procederà inserendo questa semplice formula all’interno di una cella ancora vuota: =-1G1/H2. Qualora i valori fossero scritti in celle diverse da quelle qui riportate per l’esempio, si dovranno inserire le celle contenenti i relativi valori.

Calcolare la percentuale di differenza tra due numeri

Sul foglio di Excel è possibile applicare formule specifiche per calcolare la differenza -in percentuale- tra due numeri, grazie alla funzione ASS del software Microsoft. Questa funzione infatti, consente di dividere la differenza tra due numeri per il valore assoluto del primo, in modo da ottenere la variazione in percentuale. Come casistica si potrebbe prendere in esame una situazione relativa ai guadagni di una persona, rispettivamente nel mese di marzo, pari a 1.200 euro, e paragonarlo a quello di aprile, pari a 1.400 euro, per scoprire la percentuale di variazione che c’è stata tra le entrate dei due mesi. Anche in questo caso, vi è una semplice formula preimpostata da utilizzare:

 

 

A differenza degli altri casi però, in questo esempio non è necessario impostare nessun valore sulla voce Percentuale, in quanto il valore di variazione è quello che si ottiene dopo aver impostato la formula. Tuttavia, alla fine di tutto il passaggio, cambiando il formato su Percentuale, si può facilmente osservare quale tipo di variazione ci sia effettivamente stata. In questo caso, il risultato finale è 20.83%.

Le casistiche sopra riportate sono solamente alcune delle situazioni più comuni all’interno delle quali può essere utile sapere come calcolare le varie percentuali, ma ve ne sono altrettante da poter scoprire. Excel infatti, consente di applicare al proprio foglio di calcolo un’infinità di operazioni, calcoli, funzioni e formule, accompagnate dai vari grafici o immagini che spiegano in modo ancora più intuitivo i numeri presenti all’interno delle relative celle. Il corretto utilizzo di Excel torna utile sia all’interno di un ambiente professionale e lavorativo, sia per una conoscenza più dettagliata di elementi come le entrate e le uscite mensili, i pagamenti effettuati e quelli da sostenere,

 

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ECDL, la migliore certificazione informatica

Oggigiorno avere una buona conoscenza del mondo informatico e digitale risulta essere quasi scontato, sia tra gli utenti che utilizzano il computer con fini personali, sia per coloro che appartengono al mondo del lavoro. In ogni caso, vi è un po’ di confusione sulla qualità delle competenze che un soggetto può aver sviluppato nel corso dei propri studi. Se fino a poco tempo fa era sufficiente sapersi muovere superficialmente tra i programmi più utilizzati al mondo, come quelli di Microsoft Office, oggi è di fondamentale importanza possedere una certificazione che attesti il grado di competenza con la quale si utilizzano le suddette applicazioni.a-sapiens

Proprio per questo motivo, noi di A-Sapiens abbiamo creato un portale formativo di ultima generazione che offre corsi di formazione relativi ad una conoscenza più approfondita e consapevole delle tematiche informatiche. In questa guida però, il nostro interesse è quello di portare alla luce le certificazioni che ad oggi è possibile conseguire, ma sopratutto spiegare le motivazioni per le quali sarebbe meglio affidarsi ad attestati come quello dell’ormai famoso ECDL. La nostra realtà di studi infatti, ha optato per il solo conseguimento di questa certificazione insieme a quelle inerenti ai programmi Office, scegliendo di continuare a portare in alto il valore tradizionale delle certificazioni.

Certificazione ECDL, l’unica vera garanzia

Ancora prima di iniziare a parlare di cosa sia l’ECDL e quali vantaggi apporti conseguirne la certificazione, è importante essere a conoscenza degli sviluppi che sono avvenuti nel corso del tempo circa questo importante attestato. Oggigiorno tutti conoscono questo acronimo, ma sono relativamente pochi coloro che conoscono i motivi per i quali risulta essere, ancora adesso, la certificazione più riconosciuta in termini di qualità e serietà tra tutte le altre. Come prima cosa, è doveroso sottolineare che il 1996 è l’anno in cui l’Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico, conosciuta più comunemente come AICA, si fa promotrice a livello europeo di tutti gli attestati informatici.

La nascita dei primi corsi di formazione e delle prime certificazioni quindi, ha seguito un percorso che ad oggi compie ben 23 anni, e che ha permesso a migliaia di persone di approfondire le proprie conoscenze in ambito digitale ed informatico. Da questo momento in avanti, coloro che hanno avuto il desiderio o la necessità di ottenere la propria certificazione informatica, si sono sempre affidati all’attestato dell’ECDL, proprio perché presente sin dagli albori delle certificazioni. Come avviene in ogni ambito della vita, anche quello che riguarda lo sviluppo di una certificazione sempre più al passo con i tempi ha subìto dei miglioramenti importanti, offrendo agli utenti un passaporto informatico riconoscibile a livello internazionale.patente europea

Ad oggi infatti, la canonica ECDL, quella conosciuta dalla maggior parte delle persone, ha lasciato il posto alla cosiddetta Nuova ECDL, che propone una variazione all’interno dei vari livelli. Inizialmente infatti, poiché la lingua inglese era parlata in maniera più ristretta rispetto a quello che avviene oggi, erano presenti i rispettivi livelli: ECDL Core, ECDL Start ed ECDL Advanced. Oggi invece, i nuovi livelli messi a disposizione sono ECDL Base, ECDL Full Standard ed ECDL Expert, ed offrono agli utenti una gestione più flessibile ed autonoma della frequentazione dei rispettivi corsi.

La vera novità però, risiede nella possibilità di personalizzare l’offerta messa a punto da ECDL in base alle proprie esigenze. Per ogni contesto infatti, vi è la possibilità di scegliere un livello piuttosto che un altro, di seguire le lezioni tramite il nostro portale o recandosi in sede. Oggigiorno la maggior parte dei nostri utenti si definisce estremamente soddisfatta per la possibilità di frequentare le lezioni anche da remoto, nonostante rimanga comunque necessario recarsi in sede per il sostenimento della prova finale.

 

Vale la pena conseguire altre certificazioni?

Nel corso del tempo sono state create diverse certificazioni con il fine di offrire agli utenti la possibilità di arricchire il proprio curriculum con un attestato valido, e riconosciuto a livello internazionale. Ma, la domanda che ci poniamo oggi è: vale la pena conseguire altre certificazioni? La risposta a questa domanda è no, e per un motivo molto semplice. La certificazione ECDL accompagna studenti e professionisti nel loro cammino verso una maggior conoscenza da più di vent’anni, mentre qualsiasi altro attestato è stato elaborato nel corso degli anni successivi. Oltretutto, vi è anche da considerare che quando un utente sceglie di perseguire un percorso formativo che porti alla certificazione finale, si avvicina all’ECDL quasi ad occhi chiusi; questo avviene perché l’ECDL è l’unico attestato che vanta di un percorso di sviluppo così tanto radicato nella storia delle certificazioni.

Parlando invece delle realtà che sono state elaborate nel corso di anni più recenti invece, si potrebbe parlare diattestati come Eipass, Cisco e PEKIT. In realtà forse, a parte il primo, è già quasi raro aver sentito nominare i restanti due. Ad ogni modo, nonostante queste certificazioni siano riconosciute dal Ministero dell’Istruzione -così come l’ECDL-, il problema si pone in relazione alla loro validità in termini qualitativi quanto di espansione territoriale. Prendendole brevemente in analisi, queste certificazioni non si concentrano sulla formazione vera e propria della conoscenza dell’informatica, ma spaziano attraverso tematiche piuttosto labili.

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La certificazione Cisco per esempio, nonostante offra la possibilità di seguire corsi inerenti anche alle tematiche legate all’ICT, pone la sua maggior attenzione nei confronti del mondo del networking e della cybersecurity. In questo caso quindi, l’offerta inerente ai corsi informatici, risulta essere poco efficiente se paragonata ad una realtà solida come quella dell’ECDL. Infatti, qualora l’intento dell’utente fosse quello di provare le proprie competenze -di base o avanzate- circa l’utilizzo del computer, conseguire questo tipo di attestato non porterebbe del reale valore aggiunto al suo curriculum.

Per quanto riguarda la certificazione PEKIT invece, si ha la possibilità di conseguire un attestato relativo a diverse graduatorie della conoscenza digitale ed informatica, ma come già anticipato, il problema si pone in termini di riconoscibilità a livello lavorativo e territoriale. Quanto a questa certificazione infatti, la nota che potrebbe essere considerata negativa si lega principalmente alla sua conoscenza sia a livello personale, quanto lavorativa, che risulta essere piuttosto minima.

Infine, abbiamo tenuto la certificazione Eipass – acronimo di European Informatics Passport- in ultima analisi. Questo attestato infatti, può essere l’unico ad essere messo sullo stesso piano dell’ECDL: la sua nascita risale allo stesso anno dell’ECDL, ovvero il 1997. Inoltre, le modalità di frequentazione delle lezioni, il supporto e la piattaforma online, sono effettivamente molto simili a quelle messe a disposizione dell’ECDL, e garantiscono un buon livello di preparazione.

 

Un’altra somiglianza riguarda sicuramente il libretto formativo dello studente, che ha validità continua una volta che viene attivato. In realtà però, una delle note negative che contraddistinguono Eipass rispetto al suo diretto competitor, è la validità degli esami.

La certificazione Eipass infatti, non ha scadenza. E nonostante per coloro che sostengono gli esami possa sembrare un aspetto molto positivo, la realtà dei fatti è un’altra. Quando ci si propone con la propria certificazione informatica infatti, è bene tenere a mente che un costante aggiornamento garantisce una maggior visibilità e concretezza al soggetto che la possiede. Conseguire una certificazione che obbliga l’utente a sottoporsi nuovamente ad un test dunque, è una nota che deve essere considerata solamente come positiva.

aggiornare esame ecdl

Se non vi fosse l’obbligo di sostenere ogni tot anni un nuovo esame, un soggetto che ha conseguito la certificazione nel 2001 si suppone che dovrebbe avere le stesse conoscenze di uno che l’ha conseguita nel 2018. In realtà però, il suo grado di conoscenza rispetto agli aggiornamenti maturati nel corso dei successivi sette anni sarebbe del tutto nulla, e quindi non alla pari con l’utente che conseguito l’attestato nel 2018. Se ci si pensa un attimo infatti, anche la patente non ha una validità eterna, ma in base alla situazione del soggetto deve essere sostenuta nuovamente per provare la qualità delle proprie competenze. Ecco perché, ancora una volta, l’ECDL risulta essere la migliore scelta sotto qualsiasi punto di vista.

 

In conclusione

Arrivati alla fine di tutte le considerazioni relative al mondo delle certificazioni, possiamo affermare che la serietà e l’autorevolezza dell’ECDL non siano ancora state sorpassate da nessun altro attestato. Nel momento in cui di prende l’iniziativa di ampliare il proprio background di conoscenze informatiche quindi, è doveroso tenere in considerazione la validità dell’attestato che andrà a certificarle. Anche per quanto riguarda un fattore legato all’investimento economico, quanto di tempo, è importante scegliere una certificazione che garantisca pieno valore a questi due elementi.

In sostanza quindi, avendo accennato al passato storico ed agli sviluppi avvenuti intorno alla certificazione dell’ECDL, possiamo affermare che la fiducia trasmessa dalla stessa è qualcosa di incomparabile ed unico. Sopratutto per quanto riguarda la sua validità all’interno del mondo lavorativo, l’ECDL lascia decisamente poco spazio a qualsiasi altro attestato. In relazione a quello che è emerso, risulta ormai abbastanza di facile comprensione il motivo per il quale noi di A-Sapiens abbiamo scelto di portare in alto i corsi formativi ECDL, lasciando indietro qualsiasi altro tipo di certificazione.

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