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A-Sapiens: Formazione e trasformazione digitale delle imprese al SAIE 2018

Grande affluenza di visitatori e partecipazione da parte del pubblico all’edizione 2018 del SAIE , la Fiera dell’edilizia e dell’ambiente Costruito 4.0 tenutasi a Bologna dal 17 al 20 Ottobre 2018 presso il quartiere Fieristico Bologna Fiere.
Più di 400 espositori, più di 50.000 visitatori, oltre 200 convegni tematici per la più importante fiera del settore edile e delle costruzioni.

Il Padiglione 33: un intero percorso dedicato al BIM

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Networking, eccellenza italiana e trasformazione digitale.

Questi i pilastri tematici dell’evento dove il Padiglione 33 dedicato al BIM, ha visto A-Sapiens punto di riferimento per la consulenza sulla digitalizzazione delle imprese e delle aziende e la formazione specialistica BIM per tutti i professionisti del settore.

Il settore edile e delle costruzioni, le imprese e i professionisti per adeguarsi alle Nuove Normative BIM, devono procedere ad attuare un percorso di riforma strutturale di processi e procedure, ormai inevitabile per tutte le aziende che vogliono affrontare preparati le nuove sfide del settore” afferma l’Architetto Luca Talucci.

E lo stand 41 del Padiglione BIM, ha visto una partecipata risposta di pubblico, aziende e professionisti, italiani ed internazionali pronti ad adeguarsi alle Nuove normative, grazie ai processi di certificazione e impresa BIM proposti dalla A-Sapiens.

 

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MA non solo aziende, anche numerosi professionisti: architetti, geometri, ingegneri e studenti del settore edile ed architettonico.

Al Padiglione 33 i visitatori hanno potuto interagire con un intero percorso dedicato al BIM, seminari e conferenze tenute allo stand 41 A-Sapiens:
Il decreto Bim, e la digitalizzazione del settore delle costruzioni sono state le tematiche affrontate dall’Architetto Luca Talucci che approfondendo il mondo delle Nuove Certificazioni dei professionisti del BIM ha poi fatto approfondire la progettazione impiantistica dall’Ingegner Luigi Zonetti.

E ancora, Naviswork, la direzione lavori nella metodologia BIM, il mondo delle Certificazioni Ufficiali Autodesk, le Nuove Normative BIM, in design computazioneale con Dynamo.

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Questi solo alcuni degli argomenti trattati ed approfonditi al SAIE 2018 dalla squadra A-Sapiens, che si propone anche per quest’anno un polo formativo e di consulenza di riferimento per tutte le aziende e i professionisti della progettazione 4.0; un’eccellenza, come quella del SAIE 208,che anche quest’anno stupisce i suoi visitatori e si conferma un vero e proprio Hub di novità, tecnologia e innovazione italiana.

 

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BIM Coordinator: lavoro, ruolo e normativa in Italia

Chi è il BIM Coordinator? Quali sono le sue abilità e competenze? Come si può diventare BIM Coordinator? La risposta a queste domande arriverà a breve e in forma ufficiale con la pubblicazione della parte settima della Normativa UNI 11337:2017, la prima norma tecnica italiana del BIM.

Esiste un dato di fatto: il BIM e le figure professionali coinvolte nella sua implementazione saranno i protagonisti del futuro del settore delle costruzioni. Quindi informarsi sugli sviluppi futuri di tale settore è strategico. Nessuna professionalità generica verrà più richiesta; le aziende cercheranno professionisti pragmatici in grado di risolvere problemi con un approccio al lavoro di tipo tecnico, flessibile ed olistico allo stesso tempo.

La formazione universitaria spesso non basterà. Serviranno corsi tecnici, specialistici e certificazioni che attestino il possesso di quelle competenze già richieste dal mercato, ma a cui corrisponde una scarsa offerta, soprattutto in Italia.

“Formarsi in ambito BIM è strategico per il futuro”

Chi è il BIM Coordinator e cosa fa?

Il BIM Coordinator ricopre il ruolo di coordinatore del team di progettazione BIM (tra cui BIM Manager e BIM Specialist) coinvolgendole all’interno dell’intero processo progettuale. Inoltre coordina e supervisiona il lavoro del team di BIM Specialist.
Quando parliamo di BIM Coordinator ci riferiamo ad una figura che collabora astretto contatto con il BIM Manager, il quale verifica il suo operato e nella scala organizzativa BIM si pone proprio al di sopra di lui.

Il BIM Coordinator è sostanzialmente colui che garantisce l’efficienza e il rispetto di standard e procedure definite a livello manageriale dal BIM Manager

L’importanza del Bim Coordinator nel workflow BIM

Il BIM Coordinator potrà occuparsi del capitolato informativo e del piano di gestione informativa, parteciperà alla definizione dello staff e della strumentazione necessaria. Curerà la qualità, gestirà interferenze e conflitti e la correttezza dei flussi informativi digitali.
Inoltre, coordinerà il team di lavoro ottimizzando le risorse, coordinando il processo di creazione, gestione, verifica e gestione dei modelli digitali.

“BIM Coordinator, il coordinatore del progetto in BIM”

Il BIM Coordinator è definibile come figura di raccordo tra i tecnici, i BIM Specialist, e il BIM Manager; quella del BIM Coordinator sarà un specializzazione con forte valenza tecnica, il cui ruolo entra in gioco nella fase di sviluppo dell’opera.

Il BIM Coordinator trascorrerà molto tempo presso i luoghi di lavoro, e di costruzione con un ruolo di ispezione e di controllo del progresso del lavoro.
Il suo lavoro prevede inoltre il possesso di buone capacità comunicative e relazionali in quanto dovrà coordinare il team di lavoro.
Il BIM Coordinator dovrà specializzarsi in ambito edilizio/ impiantistico e delle infrastrutture

BIM Coordinator in Italia

Il contesto legislativo e normativo di riferimento per il BIM e le figure professionali in esso coinvolte è in fase di sviluppo e di definizione con la Norma Uni 11337, la prima norma tecnica italiana sul BIM. Il professionista che voglia accedere all’esame e alla certificazione di BIM Coordinator dovrà soddisfare dei requisiti minimi che verranno poi chiariti dalla parte settima della norma stessa.

Proprio per la imminente uscita della parte 7 della Normativa sul BIM, in questi giorni è crescente il dibattito sul ruolo del BIM Coordinator in relazione al mondo delle professioni e del cambiamento del mercato del lavoro. Coinvolte anche le imprese, gli studi di progettazione e chi deve necessariamente assumere delle figure preparate a livello tecnico per la gestione del lavoro in BIM.
Si presume che tra i requisiti minimi richiesti figureranno innanzitutto una comprovata esperienza nel settore dell’ingegneria o dell’architettura, nel settore delle costruzioni e in ambito tecnico dimostrabile tramite curriculum vitae specifico; e tra queste particolare rilevanza avranno esperienze avute in ambito BIM, ruoli tecnici presso studi o società di consulenza, consulenze come libero professionista e gestione di progetti BIM.
Un altro requisito che sarà necessario per diventare BIM Coordinator sarà la comprovabile frequenza di un corso di formazione BIM Coordinator

Puntare sulla formazione certificata

Il parametro della formazione sarà decisivo. Ma i corsi non si scelgono a caso; necessitano di un approfondita ricerca. Un lavoro che servirà al futuro BIM Coordinator, per comprendere un elemento fondamentale: cosa richiede il mercato e quali qualifiche vengano richieste.

Chi può diventare BIM Coordinator?

Nel mondo del lavoro avere una specializzazione è molto importante come anche il possesso di competenze tecniche, tecnologiche e progettuali.
Mentre il mercato del lavoro ricercherà figure professionali (architetti, ingegneri, geometri) specializzati non solo nell’utilizzo dei software BIM ma anche in grado di gestire ed analizzare la complessità dei processi BIM, le aziende e gli studi di progettazione non avranno bisogno nel loro organico di figure generaliste, ma specialistiche in grado di risolvere problemi, con un approccio pragmatico alla progettazione.

La formazione di BIM Coordinator sarà rivolta soprattutto ad architetti ed ingegneri iscritti all’ordine, geometri, periti edili del settore delle costruzioni, che saranno impegnati su apprendimento ed aggiornamento delle competenze con l’acquisizione di una certificazione che attesti il possesso di tutte quelle competenze che il mercato chiederà.

Come lavorare come BIM Coordinator?

Con la frequenza ad buon corso BIM Coordinator che si concentrerà proprio anche su questo: fornire le nozioni teoriche e pratiche per rispondere alla richiesta del mercato, coprendo delle lacune essenziali che spesso la formazione universitaria provoca.

Vuoi lavorare come BIM Coordinator nell’ambito strutturale? Dovresti avere una certificazione specialistica in tale disciplina. Conosci la differenza con il ruolo di BIM Coordinator e quello ricoperto da un BIM Manager?

La figura del BIM Coordinator in paesi innovativi quali America, Regno Unito e Paesi Scandinavi è una figura professionale definita, qualificata, è un ruolo certificato.
Analizzando lo scenario internazionale elemento comune della regolamentazione delle figure professionali legate al BIM sembrano essere due punti fondamentali:

  1. aver frequentato un monte di ore di didattica e di attività pratica specifica in ambito BIM presso un ente certificato
  2. Il superamento di un esame finale e lo svolgimento di corsi specifici per l’aggiornamento o il mantenimento delle competenze

In futuro anche in Italia si arriverà alla certificazione condivisa, sulla base della normativa Normativa UNI11337, che diverrà un obbligo di qualifica per gli appalti, sul modello delle certificazioni energetiche.

Scegliere il giusto corso di formazione

La Certificazione BIM Coordinator potrà essere erogata da un organismo di certificazione riconosciuto o da un ente di formazione professionale attestando il possesso di quei requisiti e di quelle competenze necessarie per la professione tra cui: la conoscenza dei principi di gestione del BIM e della gestione del flusso di lavoro e la capacità di utilizzo dei software di modellazione per la disciplina impiantistica o strutturale.
Certificare queste competenze è molto difficile. Rispetto ad intraprendere un semplice esame di certificazione, sarebbe più corretto scegliere un percorso formativo specifico o un master con un esame finale e determinate ore di partica.
Le Certificazioni per i professionisti del BIM saranno indicativamente di validità triennale e rinnovabili per un medesimo arco temporale.

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BIM Specialist: ruolo, normativa e scenari futuri

Sul fronte della digitalizzazione del settore edile e delle costruzioni anche l’Italia, inserendosi in un contesto internazionale sempre più competitivo, si muove verso un drastico aggiornamento non solo di processi e procedure, ma anche delle competenze richieste ai professionisti della metodologia BIM.
La figura del BIM Specialist, in particolare, è un tema delicato di questi giorni, con accesi dibattiti sul ruolo, le responsabilità e le qualifiche richieste a questa figura tecnica del BIM.

BIM Specialist, la figura più richiesta per il BIM

Nel settore edile, architettonico e delle costruzioni è acceso il dibattito sulla definizione e sull’inquadramento delle professioni legate al BIM. In particolare, con l’imminente pubblicazione della parte settima della Normativa 11337 sul BIM, i professionisti del settore discutono e si interrogano sulle abilità e conoscenze richieste per certificarsi come specialista del BIM.
Il BIM Specialist si può definire come un tecnico ed un esperto della modellazione informativa. La figura professionale del BIM Specialist può essere inserita nel settore di produzione e di sviluppo del modello BIM secondo la propria competenza disciplinare (architettonica, impiantistica o strutturale).

Normativa Uni 11337: Il settore delle costruzioni richiede profili professionali che spesso scarseggiano. Anche in Italia.
Ci chiediamo quali sono le abilità e le conoscenze richieste ad un BIM Specialist?

Quando parliamo di BIM Specialist non ci riferiamo più ad un tecnico esperto di modellazione (BIM Modeller), il quale possiede una conoscenza soprattutto operativa degli specifici applicativi. A queste conoscenze, la figura del BIM Specialist aggiunge competenze specifiche di gestione dei dati e dei flussi informativi andando anche a configurarsi come una figura di raccordo tra i tecnici e il BIM Coordinator.
Il BIM Specialist partecipa, inoltre, alle analisi tecniche di tipo strutturale, impiantistico ed energetico, alla creazione e all’implementazione del modello tridimensionale. Il BIM Specialist si occupa dell’esportazione della documentazione bidimensionale e dei dati utili al computo. Inoltre comprende ed utilizza la documentazione tecnica ed operativa aziendale, per la elaborazione dei modelli e degli elaborati.
Il contesto legislativo e normativo di riferimento per il BIM e le figure professionali in esso coinvolte è in fase di sviluppo e di definizione con la Norma Uni11337, la prima norma tecnica italiana sul BIM. Il professionista che voglia accedere all’esame e alla certificazione di BIM Specialist dovrà soddisfare dei requisiti minimi che verranno poi chiariti dalla parte settima della norma stessa.

“Il vero protagonista della nuova normativa UNI11337 sul BIM sarà il BIM Specialist, ovvero lo specialista, l’operatore avanzato della modellazione informativa”.

Il BIM Specialist e la parte settima della normativa italiana sul BIM

Cosa fa il BIM Specialist
Proprio per la imminente uscita della parte 7 della Normativa sul BIM, in questi giorni è crescente il dibattito sul ruolo del BIM Specialist in relazione al mondo delle professioni e del cambiamento del mercato del lavoro. Coinvolte anche le imprese, gli studi di progettazione e chi deve necessariamente assumere delle figure preparate a livello tecnico per la gestione del lavoro in BIM.

Chi è il BIM Specialist, che ruolo avrà nel mondo della progettazione e quali saranno le sue funzioni?

Nello specifico le abilità e le conoscenze richieste ad un BIM Specialist si presume riguarderanno:
• Utilizzo dei software di ultima generazione per la realizzazione del progetto BIM secondo la propria competenza disciplinare (architettonica, impiantistica o strutturale)
• Analisi del capitolato informativo e del piano di gestione informativa
• Verifica del modello
• Conoscenza della normativa di riferimento
• Conoscenza base della sicurezza informatica
• Uso della documentazione tecnica
• Produzione dei modelli e degli elaborati
• Gestione delle librerie BIM aziendali e del loro aggiornamento
• Estrazione dei dati dai modelli, dagli elaborati e dagli oggetti
Requisiti per diventare BIM Specialist
Si presume che tra i requisiti minimi richiesti figureranno innanzitutto una comprovata esperienza nel settore dell’ingegneria o dell’architettura, nel settore delle costruzioni e in ambito tecnico dimostrabile tramite curriculum vitae specifico; e tra queste particolare rilevanza avranno esperienze avute in ambito BIM, ruoli tecnici presso studi o società di consulenza, consulenze come libero professionista e gestione di progetti BIM.
Un altro requisito che sarà necessario per diventare BIM Specialist sarà la comprovabile frequenza di un corso di formazione BIM Specialist


Come diventare BIM Specialist Certificato

Nel mondo del lavoro avere una specializzazione è molto importante come anche il possesso di competenze tecniche, tecnologiche e progettuali.
Mentre il mercato del lavoro ricercherà figure professionali (architetti, ingegneri, geometri) specializzati non solo nell’utilizzo dei software BIM ma anche in grado di gestire ed analizzare la complessità dei processi BIM, le aziende e gli studi di progettazione non avranno bisogno nel loro organico di figure generaliste, ma specialistiche in grado di risolvere problemi, con un approccio pragmatico alla progettazione.
La figura del BIM Specialist in paesi innovativi quali America, Regno Unito e Paesi Scandinavi è una figura professionale definita, qualificata, è un ruolo certificato.
Analizzando lo scenario internazionale elemento comune della regolamentazione delle figure professionali legate al BIM sembrano essere due punti fondamentali:
• aver frequentato un monte di ore di didattica e di attività pratica specifica in ambito BIM presso un ente certificato
• Il superamento di un esame finale e lo svolgimento di corsi specifici per l’aggiornamento o il mantenimento delle competenze

Esame per diventare BIM Specialist

In futuro anche in Italia si arriverà alla certificazione condivisa, sulla base della normativa Normativa UNI11337, che diverrà un obbligo di qualifica per gli appalti, sul modello delle certificazioni energetiche.
I requisiti minimi per poter accedere all’esame per diventare BIM Specialist saranno a discrezione dell’ente di formazione e certificazione (organismo di certificazione accreditato o ente privato)
La Certificazione BIM Specialist potrà essere erogata da un organismo di certificazione riconosciuto o da un ente di formazione professionale attestando il possesso di quei requisiti e di quelle competenze necessarie per la professione tra cui: la conoscenza dei principi di gestione del BIM e della gestione del flusso di lavoro e la capacità di utilizzo dei software di modellazione per la disciplina impiantistica o strutturale.
Certificare queste competenze è molto difficile. Rispetto ad intraprendere un semplice esame di certificazione, sarebbe più corretto scegliere un percorso formativo specifico o un master con un esame finale e determinate ore di partica.
Le Certificazioni per i professionisti del BIM saranno indicativamente di validità triennale e rinnovabili per un medesimo arco temporale.

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Master BIM Manager in Italia: quali sono i migliori?

Ad oggi, i progettisti, gli architetti, gli ingegneri ed in generale tutti coloro che si occupano della progettazione e della costruzione di un edificio, hanno la possibilità di utilizzare la metodologia progettuale più innovativo ed efficace del settore. Parliamo del BIM, erroneamente ritenuto un software dai più, ma in realtà un concorso di software per ottenere un metodo produttivo e di controllo del prodotto stesso. Largamente utilizzato in altre nazioni, in Italia il BIM viene usato da non molto tempo, ma la progressiva adozione da parte del mondo tecnico sta prendendo piede anche nel nostro paese in modo particolare nel settore pubblico.

Il BIM, a seconda del settore d’interesse, vede la formazione professionale come step necessario per la sua comprensione e successiva adozione nelle metodologie progettuali. Ragione per cui ingegneri, progettisti, costruttori ed architetti si formino sul tema e diventino protagonisti di questo cambiamento. Il BIM necessita di una formazione specifica
è bene quindi prendere in considerazione le varie soluzioni che riguardano la formazione specifica BIM Manager.

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In Italia si può infatti anche fare riferimento ai vari Master universitari di secondo livello, tra cui ricordiamo i più diffusi:

Master BIM Manager Scuola Fratelli Pesenti a Milano: questo percorso formativo, con sede a Milano, può essere anche seguito tramite il modulo di erogazione online. Esso ha una durata di circa 1674 ore, ed è destinato ai laureati di I o II livello in architettura ed ingegneria e discipline affini. Attraverso questo modulo, è possibile ottenere fino a 60 CFU per laureati, 15 CFP per Ingegneri e 20 per Architetti

Master BIM Manager Università di Pisa: questo percorso formativo persegue sempre l’obiettivo di formare persone laureate in Architettura, Ingegneria o discipline affini, nell’utilizzo contestuale di un programma molto importante per quel che riguarda la progettazione, la pianificazione e l’utilizzo del progetto. Prima in Italia ad aver reso possibile la ricerca sul “Building Information Modeling”, essa prevede una strutturazione del percorso specifica, che consente di ottenere un credito ogni 8 ore di formazione, chiaramente articolata per argomenti e moduli allo scopo di fornire una completa ottimizzazione delle informazioni

Master BIM 2018 Facoltà di Architettura – Sapienza Università di Roma: questo percorso prevede la possibilità di sviluppare delle specifiche competenze in merito al settore del BIM, attraverso la formazione che viene pertanto articolata in moduli. Alla fine del percorso – la cui quota di iscrizione è fissata in 4.000 euro – è possibile ottenere un numero di crediti pari al proprio indirizzo di provenienza, e nello specifico 15 per i Laureati in Architettura e 30 per gli Ingegneri.

L’importanza di una Certificazione Ufficiale riconosciuta

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Meglio un Master universitario o un corso di alta formazione?

In Italia l’offerta di Master Bim Manager sta crescendo, con percorsi di tipo universitario e corsi professionalizzanti offerti da scuole di formazione autonome, soggetti privati ed associazioni.
Nel primo caso viene rilasciato un certificato universitario, nel secondo caso certificazioni ufficiali ed attestati di frequenza.
La formazione universitaria dovrebbe essere garanzia di un percorso di studi di qualità certificata riflettendo il prestigio dell’università stessa e dei suoi docenti.
Di contro un master BIM Manager professionalizzante potrebbe essere più orientato al mercato lavorativo e al mondo delle professioni, le aziende infatti riconoscono la grande importanza di una preparazione pratica e tecnica dei “ferri del mestiere” dimostrati dall’ottenimento di una certificazione ufficiale di conoscenza di abilità con determinati software BIM.
La differenza poi viene spessa data dalla qualità degli insegnanti, del percorso professionalizzante più pratico ed orientato al lavoro dei master professionalizzanti con ciò completando e a volte compensandole lacune della formazione universitaria.

Master BIM Manager: corsi e certificazioni sono molto importanti

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Come è noto, il BIM è una metodologia che, nel settore delle costruzioni e dell’edilizia in genere, può essere sottoposto all’attenzione effettiva ed esclusiva di architetti, ingegneri, progettisti, ed in genere tutti quei professionisti che lavorano in questo campo.
Esso rappresenta una sorta di collante per queste attività, perché l’obiettivo finale diventa comune, grazie alla possibilità di raccogliere ed unificare in maniera importante i dati che ne seguono. È quindi utile ricordare che, grazie ad un corretto utilizzo del BIM, possiamo ottimizzare la pianificazione del progetto, evitando o comunque riducendo all’osso gli errori e, quindi, avendo anche una grande opportunità che è proprio quella di unire le forze.

Ingegneri, architetti, professionisti del settore, possono così collaborare tutti insieme, perseguendo pertanto lo stesso obiettivo specifico.
Per tutti questi motivi, essere in grado di utilizzare al meglio offre diverse garanzie in più, sia dal punto di vista della progettazione, sia per quel che riguarda la propria professionalità: oggi, essere solo un architetto o solo un ingegnere, potrebbe essere molto diverso rispetto a chi, oltre alle competenze acquisite durante il corso di Laurea, può vantare anche delle competenze specifiche in questo settore.
È pertanto abbastanza scontato e comprensibile il rinnovato e nascente interesse che si ha, ad oggi, nei confronti di questo prodotto; un interesse tale, insomma, da indurre molti professionisti del settore ad informarsi e andare alla ricerca di corsi e certificazioni in merito.
Attraverso un Master BIM Manager in Italia, ed attraverso uno dei corsi di formazione, è infatti possibile ottenere tutte le competenze atte ad un utilizzo specifico e fedele del software da parte di tutti i possibili e potenziali attori del progetto, che sono nello specifico Laureati in Architettura e/o in Ingegneria, ma anche Geometri, Costruttori, ed i Clienti stessi del progetto. Tutto con un obiettivo specifico: conoscere i dati di un edificio ed essere quindi spinti al raggiungimento del miglioramento della pianificazione e gestione delle costruzioni, con multi disciplinarità e cooperazione.

Come scegliere il migliore Master BIM Manager

Parola d’ordine nella scelta del miglior Master BIM Manager è “informarsi”. Indagare sulla qualità e serietà della struttura, del background professionale dei docenti, se il centro o l’Università è introdotta in un particolare settore produttivo ed economico o abbia per lo meno dei contatti nel settore specifico di formazione.
Inoltre, capire se il percorso formativo prescelto sia in grado di trasferire ai partecipanti una formazione pratica, immediatamente spendibile in azienda o nella vita professionale.

Un Master universitario BIM Manager sarà più utile all’interno di un concorso pubblico; di contro un Master professionalizzante avrà più peso nel processo di selezione del personale di un’azienda.

Crediti e Master BIM Manager

I crediti rilasciati da un Master Universitario potranno concorrere all’abbreviamento del percorso universitario specialistico, i crediti rilasciati da un ente di formazione saranno utili alla formazione continua obbligatoria degli iscritti agli albi professionali.

Master BIM Manager e lavoro

Un Master universitario BIM Manager sarà più utile all’interno di un concorso pubblico; di contro un Master professionalizzante avrà più peso nel processo di selezione del personale di un’azienda.
Infine, i master universitari sono spesso incompatibili con le esigenze di chi lavora mentre i master professionalizzanti sono pensati proprio per le persone che già lavorano e vengono istituiti con l’esigenza di rendere compatibile la formazione con l’attività lavorativa.

Certificazioni Autodesk e formazione BIM Manager

È inoltre possibile fare riferimento anche ad un altro tipo di formazione specifica, che è quella relativa al BIM in Italia, per mezzo delle certificazioni e dei corsi lanciati da Autodesk.
Gli obiettivi dei corsi sono, chiaramente, quelli di formare i professionisti sul BIM, in quanto prodotto multidisciplinare che può dare molto, in fatto di qualità dei progetti e di completezza delle progettazioni di un edificio, ma anche di collaborazione tra i vari attori. Grazie alle competenze che è possibile quindi ottenere con l’uso di questo prodotto, oggi possiamo ammettere con tranquillità che la certificazione Autodesk è una garanzia, in fatto di completezza e di serietà relativamente all’uso del prodotto.
Fare riferimento ad un corso di formazione Autodesk significa avere la piena consapevolezza e certezza di poter fare uso di un prodotto come questo, in maniera quanto più possibile competitiva rispetto ad altre formazioni. La certificazione professionale BIM Manager può essere conseguita online, ed è chiaramente strutturata è sulla base della UNI 11337 “Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni”.

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BIM Manager : ruolo, lavoro e normativa italiana

A livello normativo in Italia, la  settima parte della Normativa UNI 113337 per la gestione digitale dei processi informativi nel settore delle costruzioni, vedrà la definizione delle figure professionali competenti in ambito BIM, tra le quali il BIM Manager.  Quali saranno i requisiti minimi per diventare BIM Manager? quale sarà il percorso per la qualificazione professionale di tale figura?

 

Sul fronte della digitalizzazione del settore edile e delle costruzioni anche l’Italia, inserendosi in un contesto internazionale sempre più competitivo, si muove verso un drastico aggiornamento non solo di processi e procedure, ma anche delle competenze richieste ai professionisti della metodologia BIM.
La figura del BIM Manager, in particolare, è un tema delicato di questi giorni, con accesi dibattiti sul ruolo, le responsabilità e le qualifiche richieste a questa figura manageriale del BIM.

In questo articolo parleremo di:

  • Normativa italiana per il BIM Manager
  • Cosa fa e chi è il BIM Manager
  • Il ruolo del BIM Manager
  • Come diventare BIM Manager Certificato

Il BIM Manager e la parte 7 della normativa UNI1337


Il processo di innovazione delle figure professionali esperte BIM, già riconosciute all’estero, verrà definito in Italia dalla ormai nota Normativa BIM, la UNI 11337 che doterà anche il nostro paese di quelle norme tecniche per assicurare competitività, trasparenza e dialogo con i mercati esteri.
È la quinta parte della normativa, nello specifico, ad aver introdotto la definizione e la terminologia anche dei ruoli e dei requisiti richiesti ad un BIM Manager introducendo in Italia una nuovo lessico tecnico orientato alla corrispondenza   terminologica con le PAS inglesi:

  • Il BIM Manager, il gestore e supervisore del processo BIM
  • Il BIM Specialist, il tecnico avanzato BIM
  • Il BIM Coordinator, il coordinatore del processo in BIM

Abbiamo visto come i nodi fondamentali che sono stati sciolti con la pubblicazione delle parti 1, 4, 5 e 6 della Normativa italiana sul BIM per il passaggio al digitale sono stati relativi a:
capitolato informativo, modello, piano di gestione informativa, l’ambiente digitale di condivisione dati e lo sviluppo degli oggetti digitali.
Sarà però determinante la pubblicazione della parte settima, di imminente uscita e relativa alla definizione dei nuovi ruoli professionali richiesti e alla definizione della figura protagonista di questo nuovo mercato professionale emergente: Il BIM Manager

 

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Cosa fa e chi è un BIM Manager


Proprio per la imminente uscita della parte 7 della Normativa UNI 11337, in questi giorni è crescente il dibattito sul ruolo del BIM Manager in relazione al mondo delle professioni e del cambiamento del mercato del lavoro. Coinvolte anche le imprese, gli studi di progettazione e chi deve necessariamente assumere delle figure preparate a livello gestionale per la implementazione del lavoro in BIM.

Quale è il ruolo del BIM Manager e in cosa consisterà il suo lavoro?

Il BIM Manager, il responsabile del processo informativo digitalizzato


Figura multidisciplinare, a carattere gestionale e determinante del workflow in BIM, quella del BIM Manager sarà la specializzazione più richiesta nel mercato del lavoro del prossimo futuro.
Gestione, controllo, supervisione. Queste le parole chiave del futuro “Responsabile dei processi implementati in BIM” in grado di gestire e sovrintendere tutto il processo di progettazione integrata.

Il lavoro del BIM Manager


Il lavoro del BIM Manager sarà quello di gestire i processi di digitalizzazione, operando anche a livello di controllo e di coordinamento generale del lavoro/lavori in BIM.
Si presume, che la parte settima della Normativa Italiana sul BIM specificherà il ruolo e le responsabilità del BIM Manager; tra queste attività le principali riguarderanno probabilmente l’aggiornamento dei modelli, la definizione del lavoro in collaborazione con le altre figure specialistiche, la redazione dell’offerta di gestione informativa (OGI) e dell’implementazione dei processi digitali.
Il BIM Manager definirà gli standard, organizzando tutto il workflow di progettazione integrata seguendo la redazione del capitolato informativo e dell’offerta di gestione informativa. Sarà incaricato della valutazione periodica di obiettivi e risultati raggiunti e potrà, inoltre,  occuparsi della selezione e della scelta delle risorse umane, e della consegna ai committenti.

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Il ruolo del BIM Manager


La funzione del BIM Manager si esplicherà all’interno del processo di progettazione in BIM come quella di assicurare  l’adozione della metodologia BIM in tutti i processi e le fasi per la realizzazione del progetto.
Si occuperà dei modelli informativi, dell’assetto della collaborazione per la progettazione integrata, dai primi step fino alla produzione della documentazione.

Il BIM Manager analizzerà, e valuterà i risultati raggiunti da un azienda in riferimento all’adozione della metodologia BIM.

Come diventare BIM Manager Certificato


La figura del BIM Manager oltreché riconosciuta ed ampiamente ricercata all’estero, vede nei paesi più innovativi del settore delle costruzioni come America, Regno Unito e Paesi Scandinavi, un qualificazione normativa e legislativa di questo “ruolo certificato.”
All’estero elemento comune di questa regolamentazione professionale per il riconoscimento di questa figura professionale sembrano essere due punti fondamentali:
• Aver frequentato un monte di ore di didattica e di attività pratica specifica in ambito BIM presso un ente certificato
• Il superamento di un esame finale e lo svolgimento di corsi specifici per l’aggiornamento o il mantenimento delle competenze
Vuoi davvero diventare BIM Manager? Vuoi scoprire come poter ottenere una preparazione ed una certificazione un percorso formativo a 360 gradi?
Se pensi di possedere i requisiti e le caratteristiche richieste per diventare la figura professionale manageriale del BIM, scopri con noi come ottenere la Certificazione Ufficiale.

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BIM, la normativa UNI italiana: sviluppo e scenari futuri

La rivoluzione BIM (Building Information Modeling) ha visto degli importanti sviluppi nell’anno che sta per concludersi in particolare grazie alla firma del decreto BIM da parte del Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano Delrio.

La progettazione BIM sta progressivamente e sistematicamente prendendo piede anche in Italia con notevoli sviluppi per quanto riguarda normativa tecnica e legislazione, più volte ripresa, modificata e aggiornata negli ultimi 4 anni.
Molti dei più lungimiranti paesi della Comunità Europea hanno già da tempo sviluppato e introdotto policy sulla digitalizzazione del settore progettuale edile.

In primis Regno Unito, Finlandia, Germania, Danimarca e Norvegia. Sei nazioni in cui il BIM si presenta come uno standard consolidato, concreto e una metodologia di successo; basti pensare al risparmio dei costi avuto in Gran Bretagna grazie all’adozione del BIM del 33%* (fonte http://www.edilportale.com)
Il panorama normativo sul BIM evolve e progredisce, grazie anche alle spinte fornite negli ultimi due anni dal Governo per l’adozione del BIM nel settore delle opere pubbliche. Un processo di riforma sistemico che interessa tutta la filiera del settore, dai progettisti alle imprese, dalle stazioni appaltanti agli enti di formazione e le università.

 

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Nel 2014 la direttiva europea 2014/24/EU (European Union Public Procurement Directive) con cui l’Unione Europea richiedeva a tutti gli stati membri l’adozione della metodologia BIM negli appalti pubblici a partire dal 2016.

La normativa UNI 11337: la normativa di riferimento per i professionisti BIM

Architetti, progettisti, ingegneri e costruttori, stanno assistendo ad un cambiamento epocale in Italia segnato dalla emanazione di specifiche norme di tipo tecnico sul BIM per come progettare e gestire le fasi di costruzione di un’opera.
Questo processo ha visto come tappe fondamentali l’introduzione del Nuovo Codice Appalti, l’emanazione della Norma UNI 1137, la prima vera norma tecnica italiana sul BIM, e la firma del decreto BIM da parte del Ministro per i Trasporti e le Infrastrutture di questo dicembre.

Sono state pubblicate dall’ UNI (ente italiano di unificazione) le parti fondanti la normativa nazionale sul BIM (parti 1, 4 e 5) inerente alla gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni.

La norma è composta di più parti (otto in tutto quelle previste):

La normativa UNI 11337-1 in particolare afferisce a:
• Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi
• Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati ed oggetti
• Flussi informativi nei processi digitalizzati
Interessando:
• La struttura dei veicoli informativi
• La struttura informativa del processo
• La struttura informativa del prodotto

La norma UNI 11337 sul BIM segna il primo concreto passo verso quel processo di digitalizzazione per il compartimento edile e delle costruzioni in Italia che porterà ad un netto miglioramento della qualità progettuale di gestione, progettazione e costruzione dell’opera. La norma è applicabile a qualsiasi tipo di prodotto (edificio, infrastruttura, intervento territoriale) e processo (ideazione, produzione, per la conservazione, la riqualificazione dell’esistente, progettazione ex novo)

La UNI 11337-4 si interessa degli aspetti qualitativi e quantitativi della gestione digitalizzata del processo, con lo scopo di definire gli obiettivi di ciascuna delle fasi di un processo introdotte nella UNI 11337-1
Con essa si introduce inoltre una “lettura italiana” dei famosi LOD acronimo di (Level of Development) ovvero in italiano, “Livello di sviluppo degli oggetti digitali-2 i modelli, gli oggetti e gli elaborati divengono così strumenti al raggiungimento degli obiettivi delle fasi
La Norma UNI 11337-4 definisce lo stato di lavorazione e di approvazione del contenuto informativo.

Relativamente allo stato di lavorazione vengono definiti 4 livelli:
• L0-in fase di elaborazione/aggiornamento
• L1-in fase di condivisione
• L2-in fase di pubblicazione
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La UNI 11337-5 e la gestione dei flussi informativi nei processi digitalizzati
La normativa è dedicata alla definizione dei ruoli e dei requisiti del processo di digitalizzazione introducendo in Italia una nuova terminologia che mira al parallelismo terminologico con le PAS inglesi:
Si introducono il coordinatore delle informazioni, il gestore delle informazioni e il modellatore delle informazioni, il cui corrispettivo internazionale sono rispettivamente il BIM Coordinator, il BIM Manager e il BIM Specialist.
E ancora, viene definito ed introdotto il capitolato informativo (CI), l’offerta per la gestione informativa (oGI), il piano per la gestione informativa (pGI), l’analisi delle incoerenze e delle interferenze geometriche, l’ambiente di condivisione dati e l’archivio e condivisione di documenti.
La UNI11337-6 definisce il capitolato informativo, documento già introdotto nella norma Uni11337-5, ovvero il documento contrattuale tra committente e l’affidatario.
La struttura del capitolato informativo è organizzata in 4 parti:
• Premesse
• Riferimenti normativi
• Sezione tecnica
• Sezione gestionale

Mandati governativi, obblighi normativi costituiscono ad oggi, i principali protagonisti del dibattito sul Building Information Modeling nel nostro paese.
Il Nuovo Codice degli appalti, che recependo la Direttiva 2014/24/CE (European Union Public Procurement Directive) ed uscito a luglio 2016, sui lavori pubblici in edilizia ha introdotto l’obbligatorietà di specifiche metodologie e strumenti per la progettazione e la modellazione edilizia e per le infrastrutture, fissando le modalità e i tempi di introduzione del BIM per le amministrazioni e le imprese.

BIM obbligatorio dal 2019 per gli Appalti Pubblici.

Il principale provvedimento è però stato emanato recentemente, ovvero il primo dicembre 2017 con ila firma da parte del Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Graziano Delrio, del Decreto BIM; questo definisce le modalità e le tempistiche di introduzione del BIM come metodologia obbligatoria in Italia a partire dal 2019.
Anche l’Italia, dunque, con l’introduzione di questa normativa si sta impegnando nell’introduzione del BIM nel settore edile e a muoversi con interesse verso la direzione già intrapresa da molti altri paesi.

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Cos’è BIM: né un software, né un programma, ma una metodologia

Che cos’è il BIM, si tratta di un software? quali sono i migliori programmi per il BIM? Parliamo oggi del Building Information Modeling

L’acronimo di BIM è Building Information Modeling: ovvero, modello di un edificio con informazioni di progetto. Il BIM è dunque una metodologia che semmai comprende più software adatti alla progettazione ed anche alla costruzione, utilizzati per le sue varie fasi di sviluppo.

Tutto ciò che concerne il settore edile e delle costruzioni viene pertanto, proprio per mezzo del BIM, raccolto e combinato in maniera digitale.
Il BIM non è un software, ma una metodologia, complessa e innovativa, essenziale per il settore edile, architettonico ed infrastrutturale prevalentemente pubblico, perché di interesse strategico per i governi ma anche per i privati e per tutti quei progetti di grandi dimensioni. Il BIM è inoltre un metodo integrato di progettazione la cui unicità risiede nella capacità di poter raccogliere, unificare e combinare tutti i dati che riguardano la pianificazione della progettazione di un edificio. Il campo di impiego del BIM interessa sia l’ex novo per quello che riguarda tempi e modalità di esecuzione sia la vita futura dell’edificio stesso attraverso la gestione e il facility management.
Quando parliamo di BIM, parliamo di un settore altamente innovativo che investirà la capacità di gestione da parte delle stazioni appaltanti e  delle società di progettazione e delle ditte aggiudicatarie che effettueranno l’esecuzione dell’opera.

In sostanza, il BIM non serve solo per la pianificazione della costruzione di un edificio, ma è anche un metodo essenziale per il controllo, la verifica e la riduzione degli errori in fase di esecuzione per un ferreo metodo di controllo preventivo del modello.

Storia di BIM: come è nato e quali sono stati i primi impieghi di questa metodologia progettuale.

Possiamo dare una data di sviluppo importante del BIM, che coincide con il 1987, anno nel quale ebbe luogo il primo vero “esperimento” di BIM, tramite l’utilizzo con una costruzione virtuale che venne ideata con l’ausilio di ArchiCAD.
Da quel momento, il BIM iniziò ad avere uno sviluppo sempre più marcato, anche si verificarono non poche discussioni e dubbi circa il termine utilizzato per la sua denominazione.

 

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Oggi il BIM viene definito come un processo integrato di condivisione delle informazioni ottenute e non solo, quindi, come un metodo basato sulle informazioni: vi è una sorta di multi disciplinarietà di questa metodologia, ed è quindi pur vero che il suo uso è oggi fondamentale nel settore delle costruzioni.
Nel corso degli anni, poi, esso si è sempre evoluto in una metodologia indispensabile per opere di grosse dimensioni in cui può verificarsi una dispersione di dati ed attraverso il quale è possibile non solo pianificare e gestire, ma anche sviluppare i modelli virtuali prodotti con altri software.

A cosa serve BIM

Un progetto può essere totalmente realizzato anche con l’ausilio di questa metodologia che, come specificato, rende possibile l’unione delle “forze” di un elevato numero di categorie professionali tecniche nel settore edile.
Chiave dell’efficienza della progettazione in BIM è quindi quello di essere una sorta di piattaforma multidisciplinare in cui può avvenire, con una certa facilità e agevolezza il concorso operativo di progettisti che lavorano all’interno di un progetto per costruire un modello.
Il BIM ha comunque degli usi e delle funzionalità interessanti, sia che si occupi, come detto, del settore delle costruzioni, sia che faccia invece riferimento al settore del facility management.
Nel dettaglio, quindi:
• All’interno del settore del facility management esso può essere molto utile per la gestione, la pianificazione ed il controllo degli aspetti e delle risorse legate all’aspetto manutentivo di un edificio
• All’interno del settore edile, il BIM è molto importante perché permette un corretto sviluppo ed una adeguata gestione, senza errori, del progetto multidisciplinare a cui possono quindi partecipare in maniera più agevole tutte le parti coinvolte nel progetto. La multidisciplinarità ripetiamo, è quindi un fattore caratterizzante del BIM: grazie ad esso è possibile la condivisione e il continuo controllo di processo tra i vari soggetti coinvolti dalla committenza alla ditta esecutrice.

 

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All’interno di un progetto BIM, quindi, vi possono essere tutti i dati che riguardano la progettazione di un edificio. Il BIM è un processo, una metodologia inerente alla rappresentazione digitale di un’opera e caratterizzato dall’ interoperabilità e la condivisione dei dati riguardanti l’intero ciclo di vita di un edificio: dati geo spaziali, dati meccanici, elettrici, finanziari, e legali, specifiche dei materiali, la valutazione energetica ed ambientale, restituendo vari tipi di dati, dai disegni in 2D a testi ad elementi di tempo (4D) e di costo(5D)
Attori del progetto: chi può usare BIM

Nel settore delle costruzioni, il BIM può essere utilizzato da chiunque faccia parte a titolo e coinvolto nel processo produttivo.
Infatti, il BIM può essere usato in maniera utile da parte degli attori del progetto, ovvero nello specifico tutti coloro che possono partecipare al progetto, come ad esempio:

• Laureati in Architettura;
• Laureati in Ingegneria;
• Geometri;
• Imprenditori e costruttori;
• Committenti del progetto.

Conoscenze e competenze: chi può usare il BIM e come si ottengono le conoscenze specifiche

Ovviamente, il metodo BIM coinvolge come già detto più discipline, e va utilizzato in modo da ottenere il massimo delle informazioni combinate e raccolte per quel che riguarda l’intero ciclo di vita di un’opera.
Per comprendere la metodologia BIM non si può improvvisare, la competenza in questa disciplina nasce da una solida formazione di Base completata da una specializzazione in un particolare settore come quello delle infrastrutture o dell’impiantistica o delle Certificazioni BIM.
Una giusta formazione permette, in maniera efficace, di ottimizzare al massimo il progetto e di non commettere errori: ottenere una certificazione, inoltre, è anche necessario ed importante per ottenere una certa qualifica professionale e poter lavorare con uno strumento certificato ed efficace.

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BIM: obbligatorio dal 2019 negli appalti pubblici

Il 1° dicembre il Ministro Graziano del Rio ha firmato il cosiddetto “decreto BIM”, che sancisce l’obbligatorietà dell’utilizzo di questo metodo, basato sull’applicazione di strumenti elettronici specifici per l’edilizia e le infrastrutture nelle stazioni appaltanti, per ottimizzare le attività di progettazione in funzione di un miglioramento della qualità dei progetti. In questo testo, il BIM viene definito come il metodo di gestione e di regolamentazione per gli appalti pubblici e diventerà obbligatorio, appunto, dal 1 Gennaio 2019.

 

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Il decreto BIM: il processo di definizione

Il decreto è giunto alla sua fase decisiva dopo un attento lavoro avviato da una Commissione istituita ad hoc dal Ministro e composta da rappresentanti di vari soggetti, ovvero: del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Anac, Agid, delle Università degli Studi di Brescia, Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, del Politecnico di Milano e della Rete delle Professioni Tecniche.

 

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Dopo aver elaborato una prima bozza del provvedimento, è giunta la consultazione pubblica a luglio, i cui contributi sono stati inseriti nella stesura finale del testo. Per il momento il BIM sarà obbligatorio per i lavori di entità importante, ovvero di importi superiori ai 100 milioni di euro (pare che nel 2016 ci siano stati solo 26 bandi – secondo i dati del Cresme – quindi per il momento questo decreto riguarderà poche casistiche), per poi estendersi a tutti i lavori pubblici entro il 2025.

 

 

 Gli adempimenti delle stazioni appaltanti

All’interno del decreto vengono disciplinati anche gli adempimenti preliminari delle stazioni appaltanti, che dovranno adottare:

● un piano di formazione del proprio personale in relazione al ruolo ricoperto (l’uso del BIM e possibile solo da parte delle stazioni appaltanti dotate di personale adeguatamente formato)

● un piano di potenziamento di hardware e software di gestione dei processi decisionali e informativi

● un atto organizzativo che contenga esplicitamente un riferimento al processo di controllo e gestione

Una Commissione di monitoraggio dovrà controllare gli esiti e le eventuali difficoltà incontrate dalle stazioni appaltanti nell’applicazione del decreto, in modo da individuare misure correttive e aggiornare i dati e le procedure previste.

 

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La progettazione in BIM protagonista dell’Ordine degli Ingegneri di Roma

Si è svolto lunedì 27 novembre a Roma la seconda edizione dell’evento “progettare in BIM” presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, via Aurelia 208. L’evento dedicato al BIM e all’edilizia 4.0 è stato organizzato dalla A-Sapiens in collaborazione con ICMQ e l’Ordine degli ingegneri di Roma.

Un seminario tecnico che ha voluto approfondire le tematiche già affrontate durante la prima edizione, con un’attenzione particolare alla tematica della gestione di un progetto BIM in ambito interdisciplinare, ingegneristico, architettonico e sulla certificazione delle Competenze BIM, tema sempre più importante dopo la firma del decreto BIM del Ministro Graziano del Rio di pochi giorni fa.
Cinque interventi, cinque punti di vista del settore BIM, cinque professionisti si sono confrontati sulla tematica della digitalizzazione del settore edile e delle costruzioni.

L’incontro caratterizzato da un approccio poco nozionistico e molto orientato alla pratica ha visto l’analisi di case studies da parte dell’architetto Luca Talucci, BIM Training Expert presso la A-Sapiens:
“dalla base cartografica alla cantierizzazione finale”; fondamentale risulta il ciclo integrato tramite AutoCAD Civil 3D e Naviswork, come ha dimostrato l’esempio di inserimento urbanistico portato dal Talucci.

Matteo Novembri, ingegnere strutturista, ha invece illustrato il calcolo strutturale con Autodesk Revit evidenziando la versatilità dell’analisi strutturale con il più noto strumento di progettazione BIM.

Anche in questa edizione non è mancato l’approfondimento con Daniele Torsello, responsabile commerciale ICMQ, sul mondo delle certificazioni ufficiali BIM.


Dopo una panoramica esaustiva sullo stato dell’arte della Normativa in Italia, a divenire protagoniste del dibattito con la platea sono state le nuove Certificazioni BIM: BIM Manager, Coordinator e Specialist.
Cosa sono le nuove certificazioni dei professionisti che operano in BIM? Quale corso scegliere per Certificarsi? Sono solo alcune delle domande che hanno trovato risposta nella parte conclusiva del dibattito.


Ha concluso Torsello:i professionisti del BIM sono certificati con una metodologia di verifica che attesta in modo corretto le attività e le competenze possedute con la metodologia BIM da parte del professionista. E l’evidenza di questa competenza può costituire un elemento di distinzione e di eccellenza sul mercato del lavoro”.

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Cos’è Sketchup: applicazione grafica 3D ma anche molto altro

Sketchup: un’introduzione

Sketchup rappresenta, ad oggi, un’applicazione molto importante nel settore grafico e delle costruzioni, in grado sostanzialmente di indirizzare verso la corretta e adeguata modellazione tridimensionale: ideata e prodotta inizialmente dall’azienda @Last, è adatta sia per l’uso su Windows sia per il Mac. Il suo principale obiettivo consiste nel rendere possibile la progettazione architettonica ed urbanistica nelle modalità più indicate del settore. Adatta in genere all’utilizzo da parte dei professionisti nel settore delle costruzioni, come ad esempio architetti e ingegneri civili, in qualche caso essa è anche correlata alla possibilità di ideazione e sviluppo videogiochi.

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Nasceva da @Last – che veniva fondata nel 1999 ad opera di Brad Schell e Joe Esch – il software che oggi è noto, nel mondo professionale di architetti, ingegneri e professionisti del settore costruttivo e non solo – sappiamo, infatti, che si tratta di un’applicazione adatta anche allo sviluppo dei videogiochi – con il nome di Schetchup. Si tratta di un software che rende possibile l’ideazione e la promozione della modellazione grafica di tipo tridimensionale, e per questo motivo esso viene prodotto sia per rendere più facili le programmazioni grafiche dei videogiochi, sia, più nello specifico, per essere utilizzato da progettisti ai fini della progettazione urbanistica, ingegneristica ed architettonica.

Storia di Sketchup: evoluzione di un programma che si è sempre migliorato nelle sue versioni

Nasceva ad opera dell’azienda @Last ed il suo principale obiettivo era sostanzialmente la risposta ad una esigenza molto semplice, ovvero quella di rendere possibile la trasposizione dell’idea grafica in versione digitale, esattamente come era possibile attraverso l’uso di carta e matita, ma in maniera ancor più avanzata e quindi intelligente.

Esistono, ad oggi, diverse versioni di questo programma: da un lato, è possibile utilizzare la versione SketchUp Make che è adatta per lo più a chi fa di questo programma un utilizzo semplice, pertanto domestico e senza particolari necessità. Questa versione ha pertanto la licenza free, utilizzabile in maniera gratuita da tutti, ed accanto ad essa vi è anche la possibilità di ampliare le caratteristiche funzionali di questo programma con una versione più completa e complessa, che è la versione a pagamento SketchUp Pro. Una terza versione è quella adatta alla formazione, e pertanto prende il nome di Academic in quanto particolarmente adatta agli studenti, ai docenti ed in genere agli istituti che abbiano come obiettivo quello di insegnare le caratteristiche e l’utilizzo di questo programma.

Ad ognuna di queste versioni, infine, corrispondono determinate caratteristiche di utilizzo che è bene conoscere prima dell’adozione del programma. Ricapitolando, quindi, di Schetchup vi sono tre versioni specifiche:

·Sketchup Make: versione di base, totalmente gratuita in quanto distribuita solo per scopo domestico e per utilizzo personale. Il vantaggio di questa versione consiste nel poter testare tutte le possibilità di utilizzo del programma di modellazione grafica tridimensionale, in maniera totalmente gratuita: se però l’uso del software volesse essere anche di tipo commerciale, questa versione non sarebbe sufficiente in quanto contiene comunque dei limiti. La licenza personale per hobbisti e persone non professioniste include, tra l’altro: collegamento con 3D Warehouse; supporto per Mac e Windows; Import da Google Earth; possibilità di estensioni e plugin; possibilità di modellare da immagini con lo strumento “Abbina foto”.

· Sketchup Pro: è sostanzialmente la versione successiva a quella di base, ovvero molto più completa e ricca di strumenti aggiuntivi, che si può utilizzare anche per scopi professionali e quindi commerciali. È possibile testare questa versione con una demo della durata di 30 giorni, scaduta la quale è necessario l’acquisto per poter continuare ad utilizzare il prodotto. Esso include, tra l’altro, diverse possibilità aggiuntive come ad esempio strumenti avanzati di modellazione e telecamere, classificazione BIM, moduli aggiuntivi per l’impaginazione, per la stampa, e per la personalizzazione grafica.

· Sketchup Academic: questa è la versione formativa, adatta appunto all’impegno del docente, dell’istituto scolastico che tende ad insegnare l’utilizzo di questo programma per i scopi specifici.

Dal 26 aprile 2012 – dopo un primo momento del 14 marzo 2007 quando l’azienda che produceva il software era stata rilevata da Google – è avvenuto l’acquisto da parte dell’azienda Trimble Navigation.

A cosa serve Sketchup: quali sono le funzionalità e le caratteristiche del programma

È un software di modellazione tridimensionale che presenta numerosi punti di forza: prima di tutto, perché è un software che si rende particolarmente adatto alla definizione delle forme grafiche sia di tipo bidimensionale che di tipo tridimensionale, ed inoltre perché è adatto ad entrambe le piattaforme più comuni, come Windows e Mac.

Nello specifico, poi, esso è molto semplice per l’uso, con un orientamento non solo al disegno grafico e concettuale ma anche al disegno tecnico: il rendering non è fotorealistico anche se avviene in tempo reale ed anche se è comunque possibile aggiungere questa possibilità attraverso lo specifico implemento di plugin aggiuntivi.

Tra le altre funzionalità e caratteristiche che rendono molto interessante l’uso di questo programma ricordiamo:

  • La modellazione 3D è versatile e risponde all’esigenza di trasferire in digitale intuitività e velocità di disegno, esattamente come avviene con carta e matita;
  • È potente e veloce nella produzione di forme anche bidimensionali, oltre che tridimensionali;
  • È rapido da utilizzare ma anche facilmente comprensibile, pertanto chiaramente intuitivo anche grazie alla introduzione di un motore di inferenza o disegno intelligente che supporta il disegnatore nelle sue realizzazioni che, in tal modo, diventano più semplici da ottenere;
  • È particolarmente adatto a tutte le tipologie di rappresentazione – anche animazioni di scena – e pertanto ideale per l’uso con assonometria isometrica, e diverse prospettive come quella a tre fuochi e quella a due fuochi).

Attori del progetto: chi può usare Sketchup

Come è stato già specificato nelle descrizioni del programma di modellazione grafica e tridimensionale, il software rende possibile l’uso della modellazione, e dei vari strumenti specifici come ad esempio il disegno grafico e tecnico, non solo per uso domestico e quindi personale, ma anche per uso professionale e pertanto commerciale.

Tra gli attori specifici di questo progetto vi sono, quindi, da un lato i semplici hobbisti e coloro che, pur non avendo specifiche competenze e pur non avendo nessuna necessità di apprendere queste competenze, si “dilettano” nel disegno e nella modellazione e hanno la possibilità di farlo proprio attraverso un programma funzionale e completo già nella sua versione base.

La versione base, quindi, permette comunque di ottenere molte possibilità anche se non si effettua l’upgrade, ma è bene sapere che essa presenta in ogni caso dei limiti abbastanza comprensibili e dovuti al fatto che non si tratta di una versione per professionisti. Quest’ultima, infatti, è una versione che raccoglie ulteriori possibilità e che è orientata anche allo scopo specifico professionale e commerciale.

In ogni caso, quindi, gli attori possibili di questo programma sono:

  • Architetti, ingegneri e progettisti;
  • Grafici;
  • Disegnatori anche non per professione;
  • Sviluppatori di videogiochi.

Conoscenze e competenze: chi può utilizzare questo programma

SketchUp può essere utilizzato, come è stato specificato, da diversi attori, ovvero sia da cloro che hanno una specifica preparazione di base e che pertanto sono formati per l’uso del programma, sia da parte di coloro che, invece, non hanno una formazione specifica.

Va da sé che i primi non avranno alcun interesse ad utilizzare una versione professionale – si tratta per lo più di hobbisti – mentre i secondi potranno apprezzare la versione a pagamento: in questo caso, essa può essere adatta soprattutto a laureati in Architettura o Ingegneria o equipollenti, essendo appunto adatto, SketchUp, per l’uso anche nella progettazione urbanistica oltre che in quella specificatamente edile ma anche nello sviluppo dei videogiochi. Inoltre, chi apprezza questa versione potrebbe anche avere uno specifico interesse per l’uso della versione didattica e accademica, approfittando così dell’opportunità di approfondire e migliorare le proprie competenze nel settore.

Attraverso corsi specifici è quindi possibile incrementare le proprie competenze nell’uso di questo software che, pertanto, renderà possibile anche l’aumento della produttività.

Novità del settore costruzioni: SketchUp sempre al passo con i tempi

È sempre al passo con i tempi ed ha sempre cercato, sin dall’inizio della sua produzione, di offrire sempre il massimo alle categorie di professionisti che utilizzano il software per la modellazione grafica tridimensionale. Le evoluzioni, infatti, sono state parecchie nel corso degli anni e adesso il programma – soprattutto nella sua versione più completa – offre diverse funzionalità aggiuntive che vale la pena di conoscere e, quindi, utilizzare.

Ad oggi, è possibile utilizzare anche una specifica libreria di componenti Trimble 3D Warehouse che fa ottenere anche la condivisione, oltre che la ricerca, dei modelli bidimensionali. Inoltre, i vari plugin a disposizione rendono ulteriormente utilizzabile in maniera completa il programma, anche grazie alle svariate estensioni che ad oggi sono disponibili.

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