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BIM: obbligatorio dal 2019 negli appalti pubblici

Il 1° dicembre il Ministro Graziano del Rio ha firmato il cosiddetto “decreto BIM”, che sancisce l’obbligatorietà dell’utilizzo di questo metodo, basato sull’applicazione di strumenti elettronici specifici per l’edilizia e le infrastrutture nelle stazioni appaltanti, per ottimizzare le attività di progettazione in funzione di un miglioramento della qualità dei progetti. In questo testo, il BIM viene definito come il metodo di gestione e di regolamentazione per gli appalti pubblici e diventerà obbligatorio, appunto, dal 1 Gennaio 2019.

 

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Il decreto BIM: il processo di definizione

Il decreto è giunto alla sua fase decisiva dopo un attento lavoro avviato da una Commissione istituita ad hoc dal Ministro e composta da rappresentanti di vari soggetti, ovvero: del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Anac, Agid, delle Università degli Studi di Brescia, Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, del Politecnico di Milano e della Rete delle Professioni Tecniche.

 

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Dopo aver elaborato una prima bozza del provvedimento, è giunta la consultazione pubblica a luglio, i cui contributi sono stati inseriti nella stesura finale del testo. Per il momento il BIM sarà obbligatorio per i lavori di entità importante, ovvero di importi superiori ai 100 milioni di euro (pare che nel 2016 ci siano stati solo 26 bandi – secondo i dati del Cresme – quindi per il momento questo decreto riguarderà poche casistiche), per poi estendersi a tutti i lavori pubblici entro il 2025.

 

 

 Gli adempimenti delle stazioni appaltanti

All’interno del decreto vengono disciplinati anche gli adempimenti preliminari delle stazioni appaltanti, che dovranno adottare:

● un piano di formazione del proprio personale in relazione al ruolo ricoperto (l’uso del BIM e possibile solo da parte delle stazioni appaltanti dotate di personale adeguatamente formato)

● un piano di potenziamento di hardware e software di gestione dei processi decisionali e informativi

● un atto organizzativo che contenga esplicitamente un riferimento al processo di controllo e gestione

Una Commissione di monitoraggio dovrà controllare gli esiti e le eventuali difficoltà incontrate dalle stazioni appaltanti nell’applicazione del decreto, in modo da individuare misure correttive e aggiornare i dati e le procedure previste.

 

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